Kenya / Elezioni 2017

Clima sempre più teso in Kenya con l’avvicinarsi delle elezioni generali di agosto.
La polizia ha usato i lacrimogeni ieri, per disperdere un corteo di centinaia di persone che si recavano in piazza per protestare contro l’esito delle primarie regionali del partito d’opposizione, Orange democratic movement (Odm) nell’ovest del paese. A far infuriare i manifestanti è stata la vittoria del governatore uscente della provincia di Homa Bay, Cyprian Awiti, membro dell’Odm e della Coalition for Reforms and Democracy (Cord). Negli scontri almeno una persona è stata ferita, secondo il comandante della polizia locale.

Lunedì, sempre ad Homa Bay, la guardia del corpo della deputata di Mbita, Millie Odhiambo, è morta dopo essere stata colpita da un veicolo durante le violenze scoppiate tra i sostenitori della candidata e quelli del suo avversario, James Akali. La stessa politica ha anche riferito la morte di un suo “sostenitore” presso la locale stazione di polizia. Nel comune di Homa Bay, il caos è scoppiato ai seggi – allestiti nella scuola primaria di Rodi -, quando i funzionari hanno deciso di utilizzare i quaderni come schede elettorali.

Ieri i vertici dell’Odm – guidato dal leader dell’opposizione Raila Odinga, candidato alle presidenziali dell’8 agosto – hanno dichiarato d’aver sospeso i risultati del voto per il candidato governatore di Homa Bay e della vicina provincia di Migori, e d’aver formato un gruppo di tre persone per indagare sulla correttezza di entrambe le votazioni.

Fino ad ora le primare, in cui gli elettori scelgono i candidati di partito, sono state caratterizzate da violenti scontri interni, annullamento dei risultati e denuncie di brogli e contraffazioni in diverse regioni del paese. Decine gli episodi – con morti, feriti, seggi dati alle fiamme – dall’inizio delle votazioni anche nelle province di Mombasa, Kisumu e Taita-Taveta. Duri scontri si sono registrati in questi giorni anche tra membri del Jubelee, la coalizione del presidente uscente Uhuru Kenyatta, alle prese anche loro con le primarie di partito.

Già con il voto del 2013, le contrapposizioni etniche apparivano in degrado e ora la comunità nazionale ed internazionale guarda con estrema preoccupazione alle elezioni dell’8 agosto, nelle quali si sceglieranno presidente, parlamentari e governatori locali, dieci anni dopo i massacri etnico-politici che seguirono il voto del dicembre 2007, rimasti peraltro impuniti. (All Africa / Africanews)