Finanza innovativa
I gruppi islamisti in Somalia hanno vietato, nei territori da loro controllati, l’uso dei sistemi di money transfer offerti dagli operatori di telefonia mobile. Le società attive nel paese avranno tre mesi per sospendere il servizio.

Controllano una buona parte della Somalia, in particolare la zona centro e sud del paese. Si chiamano Al-Shabaab. Lunedì scorso il gruppo islamista ha deciso di vietare a tre operatori telefonici privati somali – Telesom, Golis e Hormund – di offrire i servizi di trasferimento di denaro via cellulare nella parte del paese sotto il loro controllo. Le società hanno tre mesi per ritirare i loro servizi da questi mercati, negando, così, a migliaia di somali, l’accesso ai benefici di quello che è oggi considerato un successo africano nell’ambito bancario: l’uso del telefonino come banca.

Secondo quanto ha dichiarato ufficialmente il gruppo islamista, l’uso dei servizi finanziari basati sulla rete di telefonia mobile (in particolare il trasferimento di denaro a distanza) esporrebbe la Somalia ad interferenze di paesi occidentali, tramite l’azione dei partners internazionali dei tre operatori privati di telefonia mobile.

Tuttavia, secondo alcuni osservatori, il divieto mira in sostanza a sottrarre dalla competizione il cosìddetto sistema hawala, meccanismo tradizionale di invio di denaro basato sulla fiducia e controllato dagli Al-Shabaab.

Se mantenuto, il provvedimento è in grado di porre un freno all’offerta del servizio di money transfer via telefonino che, in Somalia, è stato introdotto da soli due anni. Inoltre, impedirebbe al paese, colpito dalla guerra civile dal 1991 e dove il sistema bancario è inesistente, di fruire dei benefici di quello che è oggi considerato un successo africano nell’ambito finanziario.

Per molti esperti l’Africa è considerata come un laboratorio di successo per quanto riguarda lo sviluppo dei servizi finanziari basati sulla telefonia mobile. Il risultato dipende principalmente dal basso tasso di bancarizzazione (circa 11 %) della popolazione nella regione subsahariana, e dal rapido sviluppo della rete mobile sul continente. Il numero degli utenti che utilizzano il cellulare è, infatti, passato, in Africa, da 51 milioni nel 2003 a 375 milioni nel 2008.

La combinazione di questi due fenomeni ha spinto gli operatori telefonici africani (ma anche quelli di altri paesi in via di sviluppo) a sviluppare alcuni servizi finanziari – a volte insieme alle banche locali, ma, il più delle volte, da soli – come appunto il sistema di money transfer tramite cellulare.

Con questo servizio, molto sviluppato in Kenya (dove l’operatore telefonico Safaricom garantisce gran parte dei trasferimenti di denaro tramite la sua banca mobile M Pesa) ma anche in Sudafrica, i crediti acquistati e caricati nel telefonino diventano “moneta virtuale” che può essere trasferita a costi estremamente ridotti rispetto ad una normale operazione di money transfer, nel cellulare di un altro abbonato dello stesso o di un altro operatore telefonico. Il servizio, oltre a costar poco, è sicuro. Gli stessi benefici, a conti fatti, non sono, invece, assicurati dal sistema tradizionale somalo hawala.