Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale

La Banca Centrale degli Stati dell’Africa Occidentale (Bceao) ha vietato all’operatore Orange Money il trasferimento di denaro tra i paesi dell’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale (Uemoa) e la Francia, in quanto “pratica non autorizzata”.

Secondo il sito d’informazione Jeune Afrique, a fine febbraio le direzioni nazionali della Bceao in Costa d’Avorio, Mali e Senegal hanno inviato un ingiunzione a Orange Finances Mobiles Mali e Senegal, e a Orange Money Costa d’Avorio intimando di “fermare quanto prima le operazioni di trasferimento internazionale di denaro” verso paesi che non fanno parte dell’Uemoa (che utilizza il franco CFA), attività questa, precisa l’ingiunzione, che è “al di fuori del campo di applicazione delle attività sono stati autorizzati a svolgere”. Il regolatore fa notare anche che queste operazioni “sono di esclusiva competenza degli istituti di credito con sede nel territorio di uno Stato membro dell’Uemoa che agiscono con licenza d’intermediari”.

Il contrasto ha origine nel giugno 2016, quando l’operatore francese per le telecomunicazioni ha lanciato in Francia il sistema Orange Money, che consente di trasferire denaro in Costa d’Avorio, Mali e Senegal. La BCEAO lamenta però di non avere possibilità di verificare il volume dei trasferimenti internazionali operati da Orange tra la Francia e la zona Uemoa.

Il gruppo di telecomunicazioni francese è posizionato in un mercato (quello del trasferimento di denaro tramite mobile) in forte crescita. In Africa, l’applicazione Orange contava 12,6 milioni di clienti nel 2014, contro gli 8,9 milioni nel 2013. La multinazionale francese punta a toccare i 200 milioni di euro di ricavi generati da questa offerta entro il 2018.
Secondo uno studio del Boston Consulting Group, in Africa sub-sahariana i servizi finanziari mobili potrebbero produrre almeno 1.5 miliardi di dollari entro il 2019 e puntare ad un mercato di 250 milioni di persone. (Jeune Afrique)