Storie perdute – luglio 2016
Mauro Armanino

In Europa, per la prima volta nella sua storia, il numero di decessi supera quello delle nascite. L’Italia ha il tasso di natalità più basso dell’intera Unione: nel 2015, sono nati nel nostro Paese solamente 486mila bambini, la metà di quelli nati in Francia. Eppure, grazie ai nuovi ingressi e alle migrazioni la popolazione europea nel suo complesso cresce. (Instat Europa)

Noi ce la mettiamo tutta per aiutarvi. Nel Niger siamo gli ultimi della classifica per l’indice dello sviluppo umano e ci teniamo. Ma non toccateci la natalità, che è la più alta del mondo. L’anno prossimo saremo venti milioni di passeggeri nella sabbia del Sahel. Tra il fiume Niger e le frontiere con la Libia dove arrivano, sono derubati e poi partono i migranti. Vengono per aiutarvi a ricordare che la vita riparte dai bambini. Anzi, dai grembi delle donne quando nelle storie si sposavano e a qualcuno capitava di vivere felici e contenti. Facciamo del nostro meglio per colmare i vuoti lasciati. Ci impegnamo di giorno e, soprattutto, di notte. Nel 2001 eravamo undici milioni e centomila sparsi nel territorio della repubblica. Una media di sette bambini per donna in età fertile. Matrimoni che cominciano presto e finiscono subito dopo. Lo spazio si sarebbe anche. Mancano, tuttavia e come sempre, i mezzi. Le carestie sono cicliche come le stagioni e dopo la siccità ci sono le alluvioni. Poi arriva Boko Haram, finanziato dall’Arabia Saudita e dal Qatar con armi francesi e interessi americani per frenare la Cina. Attorno al lago Ciad c’è petrolio e terra buona. L’Arabia Saudita ne ha già acquistato oltre centomila ettari da coltivare. E poi ci sono i commerci transfrontalieri di cocaina, armi e sabbia tostata. Tutto questo non ci scoraggia. Siamo il paese più povero e più fecondo del mondo. Riconosceteci almeno questo primato. Nel mondo i ricchi sono pochi e assediati mentre i poveri crescono e non hanno paura della vita. Hanno poco da perdere e lo sanno bene coloro che di mare e sale periscono.

Mettete Sylvie che era stata consigliata da cattolici, protestanti e musulmani di abortire. Senza una madre, una casa, un marito, un lavoro e neppure una chiesa. Sa solo cucire abiti per bimbi e corredi per le spose.Resiste perché dice che se poi abortisce non sa se Dio la punirà e non le darà altri figli. Dice di amare i bambini e sa che certe operazioni possono comportare la sterilità che è un sintomo occidentalizzato esportabile grazie alle Nazioni Unite nel mondo intero. La salute è quella riproduttiva e peccato che a sparire siano altri innocenti che avrebbero voluto affaciarsi alla storia. Lo stesso è accaduto a Juliette. Che mai e poi mai avrebbe voluto avere  un bambino adesso che ha preso il diploma di sarta. Da barista a sarta con l’idea di aprire una sartoria e poi, nel caso, mettere su famiglia. Solo che arriva Rachel che le rimane attaccata tutto il giorno al petto e talvolta anche la notte. In realtà aveva cominciato a chiedere quale medicina c’è da prendere per sbarazzarsi della gravidanza. Alla fine si è convinta e Rachel comincia a camminare a gattoni e ha gli occhi più belli del mondo. Noi del Niger ce la mettiamo tutta. La cicogna si sa, nel Sahel, si trova bene.

Il 2015 è stato un anno da record: mai così tanti abitanti nell’Unione, in ragione della crisi migratoria, ma anche un tasso di mortalità che per la prima volta supera quello delle nascite. (Eurostat)