Pechino ha aperto ieri la propria ambasciata a Ouagadougou, in Burkina Faso, dopo che lo stato africano ha interrotto i rapporti economici e diplomatici con Taiwan.

L’instaurazione di nuove relazioni diplomatiche è seguita all’annuncio, lo scorso 24 maggio, con cui il Burkina Faso annunciava l’interruzione dei rapporti con Taiwan, a causa dei «cambiamenti mondiali e delle attuali sfide socio-economiche del paese». L’iniziativa dello stato africano ha contribuito ulteriormente all’isolamento di Taipei che ora può contare solo su 18 nazioni alleate in tutto il mondo (in Africa solamente eSwatini, il nuovo nome dello Swaziland), assecondando le richieste di Pechino in lotta contro l’isola asiatica.

La Repubblica Popolare Cinese che sta sviluppando sempre di più i propri legami con le nazioni africane ha già inviato diversi emissari a Ouagadougou per lavorare su progetti di cooperazione, tra cui anche la costruzione di un grande ospedale a Bobo-Dioulasso, seconda città del paese. Lo stato africano spera infatti, che gli investimenti della potenza asiatica possano contribuire a risollevare l’economia che è una tra più arretrate del mondo, secondo l’indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite. (News 24)