Mali
Sarebbe da ricondurre al gruppo jihadista, guidato da Iyad Ag Ghali e legato ad al-Qaida, l’assalto all’hotel Radisson Blu di Bamako.

Nell’immediatezza dell’attacco sferrato questa mattina da una cellula jihadista all’hotel Radisson Blu di Bamako, (Mali) da alcuni analisti è stata accreditata l’ipotesi che dietro all’ennesimo episodio di terrorismo che ha investito il Mali, ci sia la responsabilità di Ansar Dine.

L’attribuzione del sanguinoso attentato all’organizzazione salafita si basa principalmente su due punti. Il primo è che gli estremisti islamici dall’inizio dell’anno hanno esteso il loro raggio d’azione dal nord, al centro del Mali e poi da giugno anche al confine meridionale con la Costa d’Avorio e il Burkina Faso.

L’altro fattore che riconduce alla responsabilità di Ansar Dine è insito nel messaggio registrato dal capo dell’organizzazione Iyad Ag Ghali, diffuso lunedì scorso dall’agenzia AFP e giudicato autentico dai servizi di sicurezza maliani. Nei venti minuti di invettive, il leader jihadista incita a continuare la lotta contro la Francia, oltre ad apostrofare come «infedeli», i ribelli tuareg della Coalizione dei movimenti dell’Azawad (Cma) che lo scorso 20 giugno hanno aderito all’accordo di pace, siglato il 15 maggio dal governo e da alcuni gruppi armati attivi nel nord del Mali.

Nella registrazione, eseguita prima degli attacchi di Parigi, Ghali benedice anche l’attentato contro la redazione di Charlie Hebdo, ammonendo che il giornale satirico francese «ha avuto quello che meritava».

Se la responsabilità di Ansar Dine, peraltro avanzata anche da Al Jazeera, fosse accertata, l’attentato al lussuoso albergo della capitale maliana non sarebbe riconducibile allo Gruppo Stato Islamico (Is), perché il gruppo jihadista è da tempo legato ad al-Qaida, come molte delle organizzazioni islamiste operanti nell’area. Tra queste, spicca al-Mourabitoun, che nell’agosto scorso ha rivendicato l’attacco all’Hotel Byblos di Savare, costato la vita a dodici persone. Al-Mourabitoun è nato nel 2013 dalla fusione del Movimento per l’unità e il jihad nell’Africa occidentale (Mujao) e della Katiba al-Mulaththamin, guidata dal terrorista algerino Mokhtar Belmokhtar.

Lo scorso 14 maggio, l’organizzazione, tramite un messaggio audio del suo cofondatore Adnan Abu Waleed al-Sahrawi, ha giurato fedeltà all’Is, ma pochi giorni dopo l’atto di sottomissione è stato smentito da Belmokhtar, che ha ribadito la sua vicinanza ad al-Qaida.

Una manovra difficile da decifrare, sebbene, di primo impatto, la bayah di al-Sahrawi al Califfato potrebbe essere interpretata come la conseguenza di una scissione interna al gruppo.