Africa / Povertà
Positivo il quadro che emerge dall'ultimo rapporto della Banca Mondiale sulla povertà nel mondo. Ancora una volta, però, l'Africa subsahariana non ne fa parte. I numeri restano contraddittori e le statistiche lacunose.

Il numero dei poveri in Africa aumenta, malgrado la leggera diminuzione percentuale rispetto alla popolazione del continente. Agli inizi di ottobre la Banca Mondiale aveva diffuso il rapporto “Ending Extreme Poverty and Sharing Prosperity” con la notizia che quest’anno, per la prima volta nella storia, la percentuale dei poveri nel mondo dovrebbe scendere al di sotto del 10% della popolazione mondiale. Due rapporti successivi della stessa Banca hanno tuttavia attenuato l’entusiasmo che la notizia aveva suscitato nei media, almeno per ciò che riguarda l’Africa.

Numeri ingannevoli

Secondo il rapporto relativo all’Africa subsahariana, “Poverty in a Rising Africa”, 388 milioni di africani vivono al di sotto della soglia della povertà (i dati sono aggiornati al 2012), circa 100 milioni in più rispetto al 1990. Nonostante la tendenza ad una diminuzione del numero assoluto di poveri che dovrebbe registrarsi quest’anno in Africa, il continente concentra comunque la metà dei poveri nel mondo.

Il calo della povertà è dovuto principalmente alla rapida crescita della popolazione. In termini percentuali, la popolazione estremamente povera è passata dal 56% al 43% tra il 1991 e il 2012, la diminuzione più modesta registrata tra tutte le regioni del mondo. La povertà in Africa si concentra prevalentemente nelle zone rurali. E tra i 10 paesi del mondo dove le disuguaglianze sono più marcate, 6 sono africani.

Crescita senza sviluppo

Accanto ai risultati contradditori nella lotta alla povertà, si registrano invece progressi più significativi per ciò che riguarda l’educazione e la salute, ma gli indicatori in questi settori mostrano che l’Africa mantiene comunque un gap significativo nei confronti del resto del mondo; ad esempio la speranza di vita rimane inferiore del 10% rispetto ai valori degli altri paesi. La crescita senza sviluppo è fra le maggiori cause della povertà e della disuguaglianza. Non va dimenticato poi il persistere di criminalità, traffico di droga, terrorismo e pirateria, mentre i conflitti su larga scala e le guerre civili sono in diminuzione.

Peggio di quello che sembra

Un altro rapporto della Banca Mondiale sugli strumenti per rilevare la povertà (“World Bank’s New End-Poverty Tool: Surveys in Poorest Countries”) mette in dubbio l’affidabilità delle statistiche. Solo la metà dei 155 paesi considerati nelle rilevazioni della povertà fornisce dati attendibili, mentre il 37% ha dati insoddisfacenti e il rimanente 13% ha dati del tutto lacunosi. Le debolezze maggiori nel sistema di rilevamento si riscontrano proprio nei paesi meno abbienti, lasciando ipotizzare una situazione ancora peggiore.

Da notare che i dati relativamente alle tendenze in atto sono stati forniti alzando quest’anno la soglia della povertà da 1.25 a 1.90 dollari al giorno, per tener conto degli scarti nel costo della vita da un paese all’altro.