GIUFA’ – ottobre 2009
Gad Lerner

Lo scorso 7 settembre ho partecipato a Verona, la città di Nigrizia e dei comboniani, a una serata del Congresso europeo di Medicina tropicale davvero molto istruttiva.I dottori, i volontari, gli operatori socio-sanitari giunti da decine di paesi poveri, non hanno dovuto fare i conti solo con gli interessi politici e economici che ostacolano la prevenzione e la gratuità di assistenza per malattie curabili ma tuttora letali perché la loro cura è poco redditizia.

L’organizzatore del Congresso, il primario veronese Zeno Bisoffi, ha ottenuto pieno consenso dai colleghi di altre nazioni all’idea di trattare insieme anche il tema attualissimo dei diritti sanitari degli immigrati.

È stato interessante, dunque, in un tale contesto internazionale, ascoltare le motivazioni con cui il sindaco di Verona, il leghista Flavio Tosi, difendeva la nuova normativa italiana che consente ai medici di denunciare gli stranieri irregolari che richiedano di essere curati presso le loro strutture.

Dapprima Tosi ha sostenuto che il provvedimento serviva a disincentivare l’abuso degli ambulatori di pronto soccorso per futili motivi. Gli ho fatto presente che tale abuso è frequente pure fra gli italiani e gli stranieri regolari. Se il motivo fosse davvero quello, avrebbe più senso ricorrere a ticket o multe.

Tosi ne ha convenuto ma ha tirato fuori un’altra motivazione: ci sono stranieri irregolari che si comportano male nelle strutture sanitarie, la nuova norma serve a dissuaderli da tale turbamento dell’ordine pubblico. Ho obiettato: ma a reprimere i comportamenti illeciti non bastavano le norme vigenti, valide per tutti gli utenti della sanità pubblica?

Tosi a quel punto ha svolto una lunga disamina sulla validità dei respingimenti degli immigrati irregolari messi a punto dal ministro Maroni. L’ho ascoltato pazientemente per poi chiedergli di tornare al tema, visto la platea di specialisti sanitari che aveva di fronte.

Lui che è sindaco di una importante città, che cosa auspica nell’interesse dei suoi abitanti? Meglio che uno straniero irregolare col dubbio di essere portatore di una malattia si rechi al più presto nelle apposite strutture sanitarie? O invece meglio che rimanga fuori dal nostro circuito di cura?

A questo punto ho ricevuto la risposta più interessante di Tosi: naturalmente è meglio che lo straniero irregolare si rechi immediatamente presso una struttura sanitaria, se ha il dubbio di essere portatore di malattia. E ha precisato, il sindaco leghista alla platea dei medici: di fatto la possibilità di denunciare gli irregolari resterà tale, cioè solo una possibilità.

In pratica Tosi ha auspicato che il provvedimento così fortemente voluto dal suo partito, non trovi mai applicazione pratica. Perché andrebbe contro l’interesse della sua cittadinanza. Non ha aggiunto che gli serviva approvarlo solo per propaganda, per raccattare voti. E adesso che è vigente, neppure indossando la maschera del moderato riuscirà a impedirne gli effetti nefasti.