Incontri & volti – Febbraio

Una delle baie più belle della Campania è quella di Pozzuoli, veramente straordinaria. Ma qualcuno sembra non importare nulla. Per questo voglio tornare su una vicenda assai significativa, e non ancora conclusa, che riguarda questo territorio.

Lo scorso anno si è saputo che il presidente della Regione Campania, attraverso il commissario straordinario ai rifiuti Annunziato Vardè, voleva assolutamente usare una cava dismessa, nella zona del Castagnaro, per farne una discarica.

Quest’area appartiene amministrativamente a Pozzuoli, ma è estesa anche nel territorio di Quarto. La cava dismessa si trova su una collina, in un’area verde e ricca di coltivazioni di ogni sorta. Il 27 gennaio 2012 il consiglio comunale di Quarto decide per il “no” alla discarica, fondamentalmente perché vorrebbe dire rovinare il territorio. Il giorno dopo questa decisione c’è un grave atto intimidatorio nei confronti del presidente del Comitato per il “no” alla discarica, l’avvocato Luigi Rossi, un uomo estremamente semplice e umile: come avvertimento gli viene danneggiata l’automobile.

A questo punto è cominciata la reazione popolare. Il 4 febbraio, un corteo di 10mila persone ha attraversato il paese e si è radunato nella villa comunale di Quarto. Nessuno si attendeva una mobilitazione del genere. Un paio di settimane più tardi, il comitato decide di attuare uno sciopero generale e la città di Quarto si ferma per manifestare il proprio dissenso nei confronti del progetto discarica. Dunque si conferma che è un’intera comunità ad opporsi a questa follia.

Di fronte a questa mobilitazione, ci sono reazioni. Si esprimono contro la discarica le amministrazioni comunali di Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida, il sindaco e il consiglio comunale di Napoli, il consiglio e il presidente della Provincia di Napoli, il presidente del parco dei Campi Flegrei, la soprintendenza dei Beni Archeologici. E anche la Camera e il Senato.

La novità grossa arriva il 27 febbraio quando le parrocchie della forania di Quarto e il comitato antidiscarica fanno una grande marcia. Il vescovo stesso dà la sua approvazione: alcuni parroci marciano con la gente. Insomma la chiesa c’è, insieme alla società civile organizzata. Anch’io ho partecipato a questa manifestazione e ho esortato la gente ad andare avanti.

Per tenere alta la pressione sul commissario straordinario viene organizzato un concerto. Segue la decisione di celebrare un “lutto cittadino”con un corteo e con tutti i parroci di Quarto che fanno suonare le campane delle chiese. E ancora, la sottoscrizione dell’appello “Non vogliamo un’altra Pianura”, che è una terribile discarica dove, tra l’altro, sono andati a finire molti rifiuti tossici del nord dell’Italia. Appello firmato da tantissima gente. Ci sono stati anche blocchi stradali.

Dallo scorso agosto c’è un nuovo commissario straordinario, Raffaele Ruberto, sempre nominato dal presidente della Regione Stefano Caldoro. Questo commissario che sembra aver capito che nella zona del Castagnaro non si può fare una discarica. Ma non è ancora detta l’ultima parola.

In ogni caso, ritengo che questa sia una grande storia da cui dobbiamo imparare e da cui trarre importanti lezioni anche per altre lotte. Intanto è decisivo mettere in funzione un comitato unitario che esprima le posizioni della gente, che sia efficace e che individui con chiarezza le attività da compiere. Altra cosa fondamentale e la scelta della nonviolenza: qui è stata chiara fin dall’inizio, ha pagato e ha portato i suoi frutti. Terza questione: è stato un movimento trasversale, non è questione di sinistra o di ecologisti o di altro. No, semplicemente i cittadini di ogni partito, di ogni condizione sociale, di ogni credo. E ancora: è stato decisivo partire dal basso: prima coinvolgere la gente comune e da lì muoversi verso la politica. Da ultimo, saper comunicare, saper utilizzare i media.

Ecco come si fa a raggiungere un obiettivo. Anche se siamo consapevoli di essere solo all’inizio. Bisogna lavorare per la raccolta differenziata ed è così che usciremo da questo ciclo infernale dei rifiuti.