Fiume Congo / Dossier novembre 2016

Le comunità locali sono escluse molto spesso dalla gestione delle aree protette, affidata solitamente, invece, alle grandi organizzazioni non governative. Assenza di trasparenza su come gli abbondanti finanziamenti vengono impiegati.

Le popolazioni locali sono state consultate in 12 delle 34 Aree protette (Ap) analizzate da Rainforest. Ma solo in 2 casi la consultazione ha avuto luogo prima della costituzione delle Ap. E in 4 aree solamente, le comunità sono state rese partecipi della gestione. L’unico meccanismo nazionale ufficiale che si propone esplicitamente di coinvolgere le comunità in iniziative di conservazione è il Comitato consultivo di gestione locale, in Gabon.

Mentre nella maggior parte dei casi, anche nelle “riserve comunitarie” del Lago Tele (Congo) e di Dzanga-Sangha (Repubblica Centrafricana), l’amministrazione è affidata, in parte, alle principali ong: vale a dire, rispettivamente, Wcs (Wildlife conservation society) e Wwf (World wildlife fund). In generale, Rf rileva la mancanza di coinvolgimento delle comunità locali in un contesto di bassa partecipazione della società civile.

Tra le rare eccezioni citate, c’è la partecipazione dal basso nel lavoro di delimitazione delle aree all’interno della Riserva naturale dell’Itombwe (Rd Congo), con popolazioni mobilitate a mantenere l’accesso alle risorse del parco. Il rapporto ricorda anche il caso della Riserva dei gorilla di Tayna (Rd Congo), riconosciuta come la prima riserva gestita da una comunità nel paese. In Camerun, i pigmei bagyeli sono stati espulsi senza indennizzo dal Parco nazionale di Campo Ma’an, nel 2000, ma sono riusciti, alla fine, a farsi riconoscere i loro diritti nell’utilizzo dei terreni ancestrali.

Gli autori del rapporto lamentano di non avere trovato esempi di approccio partecipativo nella lotta contro il bracconaggio, come, invece, si fa in Africa occidentale o in Kenya, dove, nel caso della Range Northern Trust, i ricavi del turismo sono utilizzati per finanziare progetti di sviluppo comunitario. Si è visto così che tra il 2007 e il 2008 la popolazione di elefanti è aumentata del 27%. Il bracconaggio, invece, è sceso dal 59% del 2013 al 43% nel 2014. 

Modello fallimentare. Le comunità locali e indigene possiedono una vasta conoscenza di pratiche tradizionali di conservazione, ereditate dal loro forte legame spirituale con la foresta. Questa conoscenza è stata…

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