Storie perdute – aprile 2016
Mauro Armanino

Insegna matematica in una scuola privata di Lomé, capitale del Togo. Quasi quarant’anni nel deserto di un paese che deruba i giovani e li spinge a partire. Robert si occupa di sua madre e dei fratelli minori che rincorrono gli anni più belli della vita. Non ha i soldi e la stabilità necessaria per sposarsi e avere figli suoi. A quell’età dalle sue parti questa è una sconfitta. Robert ha sentito parlare del cugino di un amico che si trova in Spagna. Le cose gli vanno bene e manda soldi alla famiglia. Possono studiare tutti e financo la casa è stata rimessa a nuovo e verniciata di fresco.

Per aggiungere qualcosa allo stipendio d’insegnante, Robert possiede una moto che funge da taxi e con questo mantiene la famiglia. Robert è un matematico e comincia a calcolare i costi e i ricavi dell’operazione. Vende la moto, si indebita con alcuni conoscenti e parte per la Spagna.

Prende la strada sbagliata e si ritrova nel Mali, assediato da gruppi ribelli appena dietro la città di Gao. Sborsa i soldi del viaggio in corsia preferenziale per evitare i banditi. Che invece appaiono, puntuali, prima che possa raggiungere l’altra città. Gli portano via quanto aveva messo da parte per la traversata. Avrebbe tentato il mare che separa la Spagna dal Marocco. Altri l’hanno fatto prima di lui e lo faranno anche dopo. Forse arrivano sull’altra sponda o forse no. Sono messi in sacchi bianchi cuciti all’orlo, senza nome e numero.

È minacciato da un giovane con la barba che gli chiede il nome del libro che porta nella borsa. La bibbia di Robert, assieme al rosario che fa da segnalibro, per poco non gli costa la vita. Il giovane ha già impugnato il mitra e si dice pronto a sparare: gli altri compagni lo fermano in tempo.

Le otto ragazze, per la maggior parte ivoriane, sono state isolate in alcune tende per un paio d’ore. Alcune, dopo, hanno raccontato l’accaduto. Hanno rimpianto per sempre di essere partite per quella strada.Violentate dopo aver scoperto i soldi nascosti nelle parti intime. Gli altri erano una quarantina: giovani del Senegal, Gambia, Nigeria, Guinea e Costa d’Avorio. Mezza Africa Occidentale che mette in vendita i propri giovani per far funzionare il sistema globale.

L’economia di tutti i giorni si chiama informale e fabbrica piccoli mestieri ambulanti. Robert insegnava matematica e la sera guidava la moto-taxi per mantenere la madre e i fratelli di sangue. Ha perso tutto, è stato abbandonato nel deserto, insieme ad altri. Hanno datteri, una piccola riserva d’acqua e nessuna idea su dove si trovano.

Hanno camminato per quattordici giorni nel deserto. Finita l’acqua, hanno resistito altri due giorni cercando il confine del mondo. Una luce, di notte, li ha guidati fino all’accampamento delle forze francesi che stazionano nella zona. L’operazione Serval si è trasformata in Barkhane, la duna mobile. I giovani sono stati affidati al contingente senegalese dell’altra operazione che tutto riassume perché fatta con l’Onu.

L’hanno chiamata Operazione Minusma e ambisce mettere assieme il Mali disintegrato dal caos che ancora regna nella regione. A Gao sono stati accolti nella casa del migrante e Robert ha finalmente raggiunto Niamey (Niger). In pochi mesi ha perso tutto ma non la bibbia e il rosario-segnalibro. Robert non vuole tornare da sua madre con le mani vuote. Alloggia per ora alla stazione del bus di linea col quale ha viaggiato da Gao. Robert insegnava matematica e da oggi cerca lavoro per rifare i conti con la sua vita.