Sudan
Con la scomparsa di Hassan Al-Turabi, tra i personaggi più influenti e controversi dell'ultimo mezzo secolo della storia sudanese, se ne va il "creatore" dell'attuale presidente Omar El-Bashir e poi il suo più feroce oppositore. Non ha mai rinunciato al suo progetto di islam politico, magari da esportare nei paesi confinanti.

Hassan Al-Turabi è morto sabato mattina, 5 marzo, a Khartoum per un infarto, all’età di 84 anni. Figlio di un iman, era nato a Kassala, nell’Est Sudan, nel 1932.  Al-Turabi è stato colto da malore nel suo ufficio, nella sede del partito che aveva fondato nel 1999 e di cui era segretario generale, il Popular Congress Party (Pcp). Da lì è stato trasportato al Royal Care International Hospital, dove è morto poco dopo. Aveva studiato legge a Khartoum e si era specializzato nelle università di Londra e alla Sorbona di Parigi. Era un intellettuale la cui influenza nel mondo islamico andava ben oltre i confini sudanesi. Oltre all’arabo, parlava correntemente inglese, francese e tedesco, dunque aveva potuto far conoscere il suo pensiero e presentare le sue ragioni anche al mondo occidentale.

Chi è Al-Turabi?
Al-Turabi è stato una figura chiave nella storia del Sudan degli ultimi cinquant’anni e nella diffusione dell’ideologia e della prassi di governo dei Fratelli Musulmani, una forma di islam politico nata in Egitto, di cui era un riconosciuto ideologo e leader della sezione sudanese fin dagli anni sessanta. Era entrato in politica nel 1979, come ministro della giustizia, durante il regime di Nimeiri e, grazie a quella posizione, nel 1983 aveva potuto introdurre nel paese la Shari’a. L’imposizione della legge islamica a tutto il Sudan aveva rinforzato i motivi di malcontento nel Sudan del Sud, dove la popolazione era in prevalenza cristiana, e dove si stava in quegli anni organizzando il Sudan People Liberation Movement (Splm), movimento di opposizione armata guidato da John Garang. La lotta di liberazione iniziata in quegli anni porterà all’indipendenza del Sud Sudan nel 2011.
Dopo la caduta di Nimeiri, nel 1985, Al-Turabi aveva partecipato alle elezioni politiche del 1986, che erano però state vinte da suo cognato, Sadiq Al-Mahdi, presidente dell’Umma Party, un partito islamico moderato. Aveva poi contribuito ad orchestrare il colpo di stato che, nel 1989, aveva portato al potere l’attuale presidente del Sudan, Omar El-Bashir, esponente del Fronte islamico nazionale, ed ebbe un ruolo fondamentale nel disegnarne le linee di governo, orientate a imporre nel paese una forma di islam politico ispirato dall’ideologia dei Fratelli Musulmani. Nei primi anni del regime di El-Bashir, e con la protezione di Al-Turabi, il Sudan era diventato un rifugio sicuro per islamisti che iniziavano un percorso di antagonismo allo strapotere politico, economico e culturale dell’Occidente. Tra gli altri, in quegli anni fu ospite di riguardo del paese Osama Bin Laden.

Passaggio all’opposizione
Nel 1999 una lotta di potere all’interno del partito al governo fu vinta da El-Bashir che imprigionò brevemente il suo ex sostenitore. Fu il primo di numerosi periodi passati in carcere nel corso del decennio successivo. Al-Turabi fondò un nuovo partito di opposizione, il Partito popolare del congresso (Pcp) e da allora diventò il più acerrimo nemico del presidente e del Partito nazionale del congresso (Ncp), il partito al governo. Fu l’unico politico sudanese a dichiarare pubblicamente e in modo forte il suo appoggio al mandato di cattura spiccato dalla Corte penale internazionale (Cpi) nei confronti del presidente sudanese per crimini di guerra e contro l’umanità e per genocidio in Darfur. Si è detto da più parti che Al-Turabi sia stato anche l’ispiratore di uno dei movimenti di opposizione armata darfuriani, il Justice and Equality Movement (Jem), ma il legame non è mai stato ammesso pubblicamente.

Figura controversa
Al-Turabi è stato una figura molto complessa. Si presentava come un moderato, fautore dei diritti delle donne e sostenitore di un’evoluzione democratica del Sudan supportando una soluzione politica dei conflitti, ma non ha mai rinunciato al suo progetto di islam politico da realizzare nel paese e possibilmente da esportare negli altri stati della regione. Sta di fatto che le politiche da lui imposte, direttamente o indirettamente, hanno provocato una devastante guerra civile durata 25 anni al sud e la secessione di un terzo del paese.
Ai suoi funerali, che si sono tenuti ieri a Khartoum, hanno partecipato migliaia di persone, compresi molti politici di ogni schieramento. Messaggi di condoglianze, particolarmente significativi per comprendere il suo ruolo nella vita politica sudanese, sono stati inviati dai diversi movimenti di opposizione armata al governo di Khartoum. In quello dello Splm-N si riconosce che negli ultimi anni aveva lavorato per risolvere pacificamente i conflitti e salvaguardare l’unità del paese o almeno di quello che ne era rimasto. Anche il presidente Omar El-Bashir ha portato personalmente le condoglianze alla famiglia.

Nel frattempo il Pcp ha nominato segretario generale ad interim, Ibrahim Al-Sanousi, che di Al-Turabi era vice e importante collaboratore, fino alla riunione della Shura, l’organo del partito deputato a eleggere il suo successore.

Nella foto in alto Hassan Al-Turabi. Sotto migliaia di persone rienite ieri nella capitale del Sudan Khartoum per i funerali di Al-Turabi.