Aids e Africa
Strombazzata come il farmaco che abbatte i pericoli dell’Aids, la nuova pillola presenta in realtà una serie di problemi e soprattutto non serve ai 6-9 milioni di sieropositivi, specie in Africa, che hanno bisogno urgente di terapie, ma non possono permettersele. La critica di Agnoletto.

La grande stampa ne è rimasta estasiata. Tanto da dedicarci titoli entusiastici: “Aids: ecco la pillola del giorno prima” . “Aids, funziona la pillola preventiva“. “Aids, la pillola che abbatte il numero dei contagi“. “Aids, ecco la pillola preventiva per l’uomo“.

 

Di che si tratta? Di una pillola che sarebbe riuscita a ridurre del 44% i casi di infezione da Aids in un campione di popolazione maschile ad alto rischio di contagio. Secondo i risultati dei test, l’assunzione quotidiana di questo farmaco farebbe crollare i rischi di infezione da Hiv di oltre il 70% fra gli uomini che ne hanno fatto un uso regolare per due anni.

 

Il test è stato condotto da un team internazionale di scienziati in varie parti del mondo su un campione complessivo di circa 2.500 gay, transgender e maschi bisessuali.

 

Ma dopo i primi entusiasmi, che hanno travolto anche il presidente Obama («Sono incoraggiato da questo annuncio di una ricerca così dirompente nel campo della prevenzione dell’Hiv. C’è ancora da fare, ma questo tipo di studi segnano l’inizio di una nuova era nella prevenzione»), arrivano, tuttavia, anche le prime perplessità. A sostenerle con forza è Vittorio Agnoletto, ricercatore e fondatore della Lega Italiana per la lotta contro l’Aids.

 

«Non c’è alcuna pillola del giorno prima contro l’Aids», afferma. Anzi, «è profondamente sbagliato presentare la somministrazione di farmaci antiretrovirali a persone sieronegative, quindi sane come una soluzione per evitare l’infezione da Hiv. Per quanto riguarda l’Aids non esiste nessuna pillola del giorno prima in grado di prevenire il rischio di infezione».

 

Una posizione che l’ex europarlamentare di Rifondazione comunista ha spiegato nel dettaglio in una lunga analisi che sarà pubblicata sul numero di dicembre di Nigrizia, intitolata “Aids. E se curassimo i sani ricchi?“, nella quale mette in luce anche il ruolo giocato dall’Africa nella sperimentazione del nuovo farmaco. Ne pubblichiamo un ampio stralcio.

 

Una posizione che Agnoletto aveva ribadito anche lo scorso ottobre in un’intervista ad Afriradio di cui vi proponiamo in audio una parte.