Uganda
Mancano ancora due anni alle elezioni presidenziali ugandesi alle quali il presidente corre per il suo sesto, ambitissimo mandato. La campagna di accaparramento dei voti è però già iniziata per Museveni che ricorre anche a inattese strategie subliminali.

Ogni partito, in ogni parte del mondo, ha adottato un colore, come si sa. Lo stesso accade in Uganda.

Giallo per il partito del presidente Yoweri Museveni, al potere dal 1986. Rosso per l’attuale maggiore opponente Bobi Wine, cantante e politico, deciso a sfidare Museveni nelle prossime elezioni e che gli sta dando tanto filo da torcere. Non a caso lo ha fatto arrestare più volte. Blu per il Forum for Democratic Change, il maggior partito di opposizione, guidato da Mugisha Muntu. Verde per il Democratic Party di Norbert Mao, un partito moderato e conservatore.

Ma la diversità non sembra piacere al capo di Stato che le trova tutte non solo per silenziare le opposizioni – con le buone o con le cattive – ma per lanciare continui messaggi subliminali alla popolazione. Non bastano bandiere, bandierine, camicie e fazzoletti. Ora è la volta dei… tappi.

Per Museveni, tutte le bibite in circolazione, anche la Coca Cola con le storiche etichette in rosso, dovranno avere i tappi gialli. Man mano che si vanno smaltendo le bottiglie in plastica già in circolazione, rimarranno solo quelle con il tappo giallo commissionate tempo fa alle aziende produttrici, chiamate a rispettare un “ordine dall’alto”.

Le filiali ugandesi della Coca Cola, ma anche quelle di bibite prodotte in loco come la diffusissima Krest, una sorta di Sprite, dovranno attenersi alle nuove disposizioni. Non risulta che qualcuno si sia opposto a tale ingenua e buffa richiesta e, ad ascoltare le opinioni di chi vive nel paese, a nessuna azienda conviene esprimere disappunto o, peggio, disaccordo. A nessuno – è il commento fatto con la promessa dell’anonimato – conviene mettersi contro un uomo che gestisce il paese come una proprietà privata.

Dopotutto cosa vuoi che sia un tappo rispetto alla possibilità di lavorare in un mercato comunque promettente come quello ugandese, dove dittatura è anche sinonimo, in un certo senso, di stabilità e certezza negli affari. Pian piano, dunque, i tappi blu, verdi e soprattutto quelli rossi che a Museveni ricordano troppo l’odiato Bob Wine, sarebbero destinati a scomparire.

Almeno fino alle prossime elezioni del 2021, a cui Museveni – 33 anni al potere – si è aggiudicato nuovamente la partecipazione grazie all’ennesimo emendamento costituzionale che cancella il limite di 75 anni di età per poter concorrere. L’emendamento, che è stato astutamente introdotto nel 2017, è stato poi approvato dai quattro terzi dell’Alta Corte nell’aprile scorso. Decisione che ha aperto dunque la strada ad un probabile sesto mandato per Museveni, che di anni ne ha 74 e non ha alcuna intenzione di lasciare spazio ad altri.