Giufà – gennaio 2015
Gad Lerner

Scrivo all’indomani dello storico annuncio di pacificazione fra gli Stati uniti e Cuba, col rischio di sottovalutare tutte le incognite gravanti su di esso. Ma, seppure con la dovuta cautela, non posso fare a meno di fantasticare sui significati e le opportunità che un simile evento lascia intravedere.

Per oltre mezzo millennio il Nuovo Mondo, le Americhe, ha rappresentato insieme un poderoso fattore di modernizzazione planetaria, perfino un simbolo di progresso; e al tempo stesso un’area geografica di squilibri brutali, soggetta a mire imperiali di colonizzazione, giunte fino al genocidio. Da ultimo, lo storico rapporto di predominio dell’America del Nord sull’America del Sud è stato rimesso in discussione dalla forte crescita di esperienze autonome nei paesi di matrice Latina. La piccola rivoluzione cubana ha perso la sua funzione di guida ideologica, ma in compenso nuovi modelli più o meno riusciti di indipendenza dal Nord hanno preso piede, coinvolgendo grandi masse in un faticoso processo di fuoriuscita dalla povertà.

Obama e Castro sembrano per la prima volta in grado di scommettere su una futura armonia interna al continente americano, che giunge allorquando i flussi della ricchezza mondiale iniziano a spostarsi altrove, verso il Pacifico. Tale speranza si era già annunciata come visione globale attraverso leadership inedite (se vogliamo anche controverse), da Lula (Brasile) a Morales (Bolivia), da Mujica (Uruguay) al più ambiguo Chavez (Venezuela), per culminare infine nel pontificato di Josè Bergoglio. Un vero e proprio messaggio al mondo di cambiamento possibile, tanto più di fronte al rallentamento delle economie nord-occidentali. Sarò ingenuo, ma ci intravedo un vero segno di speranza nel tempo oscuro del fanatismo e del terrorismo che affligge l’Asia e l’Africa. Così come ci vedo una capacità di lungimiranza del tanto ingiustamente bistrattato Barack Obama: la sua presidenza è tutt’altro che fallimentare. Chissà che non ci riservi nel 2015 altre felici sorprese, per esempio dalle parti di Teheran. Ne avremmo davvero bisogno.

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Nella foto in alto il leader cubano Raul Castro e il presidente Barack Obama, il giorno dell’annuncio del disgelo dei rapporti tra i due paesi.

Il disgelo dei rapporti tra Usa e Cuba è un vero e proprio messaggio al mondo di cambiamento possibile. Speriamo che il 2015 riservi altre sorprese, magari dalle parti di Teheran. Sempre con la firma di Obama.