Il Balai citoyen in Burkina Faso

Il movimento che ha messo alle corde il regime di Compaoré e che ha aiutato a sventare il golpe di settembre, vive una fase di riflessione per capire come muoversi oggi.

È a colpi di scopa che il movimento Balai citoyen (dal francese, “scopa cittadina”) ha deciso di condurre la propria battaglia in Burkina Faso. E di contribuire a spazzare via il governo autoritario di Blaise Compaoré. «Il balai è un simbolo di pulizia, di chiarezza, di anticorruzione, oltre che un simbolo popolare, essendocene almeno uno in ogni famiglia», spiega il rapper burkinabè Serge Martin Bambara, alias Smockey, tra i promotori del movimento.

Diffuso in tutte le regioni del paese – e con alcuni militanti all’estero, coordinati da una ventina di persone dalla capitale Ouagadougou –, gli attivisti del movimento sono rappresentativi di tutta la popolazione. A quanto afferma il cantante, infatti, tra le loro fila vi sono «artisti e avvocati, studenti e contadini».

È ancora con emozione che Smockey evoca i momenti salienti del sollevamento popolare che, a fine ottobre 2014, ha portato alla caduta del governo di Compaoré, il quale stava tentando di cambiare l’articolo 37 della Costituzione per poter farsi rieleggere. Il lancio ufficiale del movimento risale all’agosto di quell’anno in occasioni delle manifestazioni in Piazza della rivoluzione. Da quel momento, Balai citoyen ha giocato un ruolo da protagonista nelle proteste che sono seguite fino alla definitiva cacciata di Compaoré. «Il 28 ottobre c’era tanta gente in piazza – racconta il rapper – e a un certo punto i sindacati volevano fermarsi e fare comizi con gli oppositori politici. Ma noi abbiamo forzato la folla a continuare il corteo. Ne è seguita una giornata di guerriglia: abbiamo eretto barricate in tutta la città e mobilitato la gente, appellandoci alla disobbedienza civile». (…)

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*Luciana de Michele è giornalista freelance. Il suo blog: http://africalive.info/

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