Ambiente
Alex Zanotelli

In vista del Vertice sul clima di Parigi (Cop 21), che si terrà dal 30 novembre all’11 di dicembre, è necessario che la società civile italiana dia vita a un Forum capace di farsi sentire da chi deve decidere su come ridurre le emissioni e far fronte al riscaldamento globale di origine antropica.

La tanto attesa enciclica di papa Francesco sull’ambiente Laudato si’ ha messo fine ai dubbi di tanti sulla grave crisi ecologica. Scrive il Papa: «Le previsioni catastrofiche ormai non si possono più guardare con disprezzo e ironia Potremmo lasciare alle prossime generazioni troppe macerie, deserti e sporcizie. Il ritmo di consumo, di spreco e di alterazione dell’ambiente ha superato la possibilità del pianeta, in maniera tale che lo stile di vita attuale, essendo insostenibile, può sfociare solamente in catastrofi, come di fatto sta già avvenendo periodicamente in diverse regioni». È una chiara presa di posizione sulla gravità dell’attuale situazione del pianeta, un documento forte.

Chiaro anche il recente pronunciamento della Pontificia accademia delle scienze: «Il mondo deve prendere atto che il Vertice sul clima di Parigi potrebbe essere l’ultima vera opportunità per giungere a un accordo che mantenga il riscaldamento globale di origine antropica al di sotto dei 2 gradi centigradi, a fronte di una traiettoria attuale che porterebbe a un aumento devastante di 4 o più gradi centigradi».

I dati scientifici sono categorici. L’Agenzia Onu per i cambiamenti climatici (Ipcc) lo scorso novembre a Copenhagen ha affermato: il riscaldamento globale esiste ed è causato dall’uomo; gli effetti sono già visibili nello scioglimento dei ghiacciai e in eventi meteo estremi; il peggio deve arrivare perché le emissioni globali invece che diminuire, sono aumentate. Infatti gli scienziati dell’Ipcc (tutti scelti dai governi!) affermano che se il sistema economico-finanziario continuerà a utilizzare petrolio e carbone al ritmo attuale, a fine secolo avremo un aumento tra i 3,5 gradi centigradi e i 5,4 gradi centigradi. Gli esperti ricordano che già 2 gradi centigradi costituiscono un dramma per il nostro Pianeta. E purtroppo, come afferma Fatih Birol dell’Agenzia internazionale dell’energia: «La porta dei due gradi si sta per chiudere. Nel 2017, si chiuderà per sempre». In breve abbiamo raggiunto quello che vari attivisti hanno iniziato a chiamare il “decennio zero” della crisi climatica: o cambiamo subito o perderemo la nostra chance. Ecco perché il Vertice del Clima di Parigi, il prossimo dicembre, diventa l’ultima vera opportunità di salvarci. Eppure né il sistema economico-finanziario, né il mondo politico, né quello mediatico stanno prendendo seriamente il problema.

«Cos’è che non va in noi?», si domanda la Naomi Klein nel suo straordinario libro Una Rivoluzione ci salverà. «Che cosa ci trattiene davvero dallo spegnere l’incendio che minaccia di ridurre in cenere la nostra casa collettiva? Penso che la risposta sia molto più semplice di quello che molti ci hanno spinto a credere: non abbiamo intrapreso le azioni necessarie a ridurre le emissioni perché esse sono sostanzialmente in conflitto con il capitalismo deregolamentato, ossia con l’ideologia imperante. Siamo bloccati perché le azioni che garantirebbero ottime chance di evitare la catastrofe, e di cui beneficerebbe la stragrande maggioranza delle persone, rappresentano una minaccia estrema per quell’élite che tiene le redini della nostra economia, del nostro sistema politico, di molti dei nostri media!».

Dai responsabili politici ormai ci possiamo aspettare ben poco. La speranza viene dal basso, dalla capacità di mettere insieme tutte quelle realtà di base che in questo paese e in tutte le altre nazioni sono impegnate sull’ambiente. E sono tante! Lancio questo secondo appello a tutti i gruppi, a tutte le associazioni, a tutte le reti perché possiamo formare un unico Forum in vista di Parigi. La nostra attuale frantumazione non ci porta da nessuna parte.

Siamo riusciti a fare fronte comune per l’acqua (diritto fondamentale umano!), vincendo pure un referendum (giugno 2011). Non possiamo farcela ora per ridurre le emissioni? Concordiamo una data e un luogo dove trovarci, e costituiamo questo Forum, una Rete di tutte le realtà di base. Deve essere un Forum della cittadinanza attiva, non dei partiti. Un Forum che includa credenti e non, associazioni laiche e comunità cristiane. L’enciclica sull’ambiente di papa Francesco aiuterà anche le diocesi e le parrocchie a mobilitarsi. Il cambiamento climatico potrebbe diventare una forza galvanizzante per tutti, creando un fronte comune.

«Il problema è che non disponiamo ancora della cultura necessaria per affrontare questa crisi e c’è bisogno di costruire leadership che indichino strade, cercando di rispondere alle necessità delle generazioni attuali includendo tutti». Così papa Francesco che ammonisce: «Degna di nota è la debolezza della reazione politica internazionale. La sottomissione della politica alle tecnologie e alla finanza si dimostra nel fallimento dei Vertici mondiali sull’ambiente. Ci sono troppi interessi particolari e molto facilmente l’interesse economico arriva a prevalere sul bene comune». (n. 54)

Ecco perché è così fondamentale che la società civile si organizzi per forzare il governo italiano e la Commissione europea a raggiungere un accordo a Parigi sul clima: è l’ultima vera opportunità. Non possiamo perdere questa occasione: insieme, come cittadinanza attiva, credenti e non, ce la possiamo fare a dettare questa inversione di marcia.

È questione di vita o di morte. Diamoci da fare perché vinca la Vita!

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