Le reazioni dei missionari comboniani
Una violazione palese dei diritti umani: questo è il giudizio sui respingimenti di emigranti italiani in Libia, condiviso da più realtà della società civile, e da molte realtà cattoliche italiane. La presa di posizione dei comboniani condivisa anche da numerose componenti della società civile come l’ASGI.

Una volta soccorsi al di fuori delle acque territoriali italiane, gli immigrati irregolari avranno la facoltà di presentare la propria richiesta di asilo al capitano della nave militare italiana, prima di essere ricondotti in Libia. È la soluzione che  i tecnici del ministero dell’Interno si preparano ad elaborare per garantire un “background” di legalità ai rimpatri immediati in Libia. «Se l’Italia dovesse dotarsi di una normativa di questo tipo – ammonisce Fulvio Vassallo Paleologo, avvocato dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) – lo farebbe in violazione delle direttive europee, che demandano esplicitamente la valutazione delle richieste di asilo alle commissioni territoriali, non dunque alle forze di polizia. Se l’Italia prosegue in questa direzione, arriverebbe immediatamente una denuncia da parte nostra».

A lato l’intervista a Fulvio Vassallo Paleologo, realizzata da Michela Trevisan.
(L’Intervista è tratta dal programma radiofonico Focus)


VERGOGNA

Il governo Italiano ha rispedito in Libia 227 persone che stavano tentando di arrivare nel nostro paese con tre carrette del mare. Questa scelta del ministro Maroni segna una svolta drammatica e mina le basi di ogni possibilità di accoglienza e convivenza. Ci sono diverse cose che non possono passare inosservate.

La prima è che L’Italia sta violando palesemente le norme internazionali in materia di diritti dei rifugiati. La normativa vigente, infatti, prevede che i possibili richiedenti asilo non siano respinti e che, fino a che non ci sia modo di accertarlo, tutti i migranti siano considerati ‘presunti rifugiati’. Questo è un diritto sacrosanto e un principio a cui ogni nazione più o meno civile, non può sottrarsi. Questo governo ha l’arroganza di considerarsi superiore alle norme internazionali anche a quel ‘principio di non respingimento’ sancito dalla convenzione sui rifugiati del 1951 a cui l’Italia (al contrario della Libia) ha aderito.

Ma il governo ci aveva già provato un’altra volta. Nel 2005 erano già stati respinti con le stesse modalità 1500 immigrati intercettati al largo di Lampedusa. Quella volta però il parlamento europeo, con una risoluzione del 14 aprile, ha richiamato l’Italia affermando che “Il parlamento europeo è profondamente preoccupato sul destino di centinaia di richiedenti asilo respinti in Libia, dal momento che questo paese non ha firmato la Convenzione di Ginevra sui rifugiati, non ha un sistema d’asilo, non offre garanzie effettive per i diritti di rifugiati, e pratica arresti arbitrari detenzioni e espulsioni”. Quindi che sia ben chiaro: quello che Maroni sta facendo oggi è illegale e immorale.

La seconda cosa che spaventa è l’arroganza e la spavalderia di questo ministro della repubblica. Il ministro ha esultato per il risultato raggiunto affermando che “quello cha sta succedendo in queste ore con la Libia può rappresentare una svolta nel contrasto all’immigrazione clandestina”. Il ministro ha detto che “è stato raggiunto un risultato storico e che i barconi saranno rispediti in Libia da dove sono partiti”.

Questo linguaggio spaventa e turba le coscienze di chi cerca invece di costruire una società fondata sul’accoglienza e sul rispetto. Che cosa diranno le persone rispedite in Libia del “risultato storico” ottenuto da Maroni? Che cosa penseranno quelle persone in fuga da guerre e persecuzione della “svolta Italiana nel contrasto dell’immigrazione clandestina?”

L’arroganza di chi si fa forte con i deboli spaventa e toglie il fiato e impone alle coscienze di prendere una posizione. Il vangelo ci chiede di non stare dalla parte dei forti e degli arroganti. Il messaggio evangelico non può accettare decisioni come quella presa dal governo Italiano. Il Vangelo è altro e, oggi, sfida questi potenti, questi signori arrabbiati e arroganti, ad assumersi le loro responsabilità di fronte agli uomini e di fronte a Dio. Dove sono finite le vostre battaglie per riaffermare le radici Cristiane dell’Europa?

Noi non possiamo tacere.

Ora è urgente non rimanere indifferenti e costruire insieme occasioni di resistenza a questo modello di società che vogliono costruire. Non rassegnamoci all’arroganza dei potenti. Ci sono 227 persone rinchiuse nel carcere di Tuaisha e c’è un governo che ce ne vuole mandare altre.”

I missionari comboniani di Castelvolturno

www.neroebianco.org



Da P. Claudio Crimi, direttore dell’Asge
(Associazione comboniani servizio Emigranti e Profughi)

“L’ASILO NEGATO SENZA VERIFICHE E L’INFERNO DE CAMPI LIBICI” è il titolo dell’articolo di  Gian Antonio Stella a pag. 5 del sabato 9 maggio sul Corriere della Sera.. Da leggere attentamente per aprire gli occhi sulla tragica situazione degli immigrati dopo il “respingimento”. Si viene a sapere che l’85% delle donne vengono stuprate, gli uomini bastonati sotto le piante dei piedi fino allo svenimento e altri spariscono nel nulla nei lager libici.

Il ministro Maroni gioisce pensando in cuor suo di aver trovato la formula  per liberarsi degli immigrati. Il premier dice che “noi non vogliamo un’Italia multietnica…!” Affermazione  assolutamente stupefacente perché l’Italia, da molto tempo è già multietnica e perfino il Milan non ce la fa senza l’Africa!
Sembra che in Italia sia entrato non solo il virus suino , ma anche il virus che ha sempre distrutto milioni di persone e ha provocato tragedie a non finire: “Il Virus che dice: IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI!”
Da sempre la morale cristiana insegna che “neanche il fine buono giustifica mezzi immorali o ingiusti”. Sappiamo invece  che la conquista del potere ad ogni costo è una vecchia malattia dell’umanità. Malattia che ha rovinato non solo l’Italia di cui alcuni esempi sono la mafia, la camorra, la P2 di non vecchia memoria, ma anche la lotta dei partiti tra di loro con l’idea che ognuno può fare la sua morale come meglio crede e non ultimo il crack economico di questi ultimi tempi dove alcuni pochi , con il potere in mano, hanno distrutto l’economia di paesi senza numero e messo sul lastrico milioni di persone! Quanti ancora moriranno di fame e di sete a causa delle azioni di questi criminali che , guarda caso, hanno ricevuto anche delle parcelle milionarie per il lavoro compiuto?
Ovviamente qualcuno non si rende conto che ogni errore si paga, e purtroppo non lo pagano sempre  i colpevoli, ma troppo spesso  i poveracci che non sanno più che pesci pigliare, dove rifugiarsi e a quale santo votarsi, solo per avere una vita in pace con la loro famiglia e nel loro paese!
 
Come si può continuare a tacere quando, eccetto i giovani che non l’hanno vissuto sulla pelle, nessuno può dimenticare quello che è successo con il nazismo di Hitler e con il comunismo di Stalin. ( Informatevi su quanto è successo nei lager e nei Gulag!) Il fine giustifica i mezzi?: uno voleva la razza pura !
L’altro voleva il comunismo internazionale! Ma ambedue si sono creduti dio, con diritto di vita o di morte su quanti non la pensavano come loro e hanno scatenato l’inferno. Negli  anni che seguirono una moltitudine di capi di stato, innumerevoli manager , capi guerriglieri, pseudo profeti della violenza, hanno seguito lo stesso concetto: da Mao a Pol Pot, i russi , gli americani , i francesi, gli inglesi, gli africani con Bakshir del Sudan o con Mugabi  dello Zimbabwe e con le guerre in Iraq , Afganistan, Israele e Palestina, e chi ne ha più ne metta.   Il perché è semplice e tragico : tutti hanno pensato che il fine giustifica i mezzi!
Sventolando la bandiera della sicurezza, la bandiere della libertà, la bandiera della giustizia, la bandiera nazionale, la bandiera religiosa, la bandiera della propria identità e della propria cultura, cose buone e anche positive, hanno scatenato guerra e distruzione contro gli altri. Dietro la manipolazione dei concetti più sacri si nascondeva il più becero e cieco egoismo.
 
Ma i politici si sono mai chiesti perché ci sono tanti profughi e rifugiati? Si sono mai chiesti da dove vengono e perché? Possibile che siamo così ciechi che, invece di andare alla radice del problema, pensiamo di affrontarlo chiudendo i portoni di casa? Mentre fuori i potenti  continuano a sfruttare il mondo dei poveri, si vuole impedire loro che vengano a chiedere quello di cui hanno diritto: PACE, FAMIGLIA, LAVORO, CASA !
E’ ovvio che non possiamo essere noi italiani da soli a risolvere il problema,  ma è anche ovvio che  la politica dello struzzo, che la UE sta cercando di attuare, sia un suicidio collettivo! Bisogna aumentare la collaborazione con i paesi poveri per aiutarli veramente a uscire dal pozzo in cui li abbiamo buttati. Nessuno degli immigrati viene in ITALIA solo per farsi un giro turistico affrontando le sabbie del deserto, i pericoli dei campi di concentramento libici o egiziani, pagando una somma astronomica per stiparsi in una barcaccia  e arrivare a Lampedusa.
Solo la vera ricerca di giustizia ed equità, un lavoro di coodinazione con i paesi poveri, un lavoro di formazione di classi dirigenti oneste in africa e nel mondo potrà dare a lungo termine una soluzione positiva. Ma per cominciare dobbiamo debellare la peste che si chiama “IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI” che è accompagnato sempre dalla fretta per ottenere risultati. La cosa grave è che le conseguenze degli errori di questo tipo si scopriranno solo negli anni a seguire e le conseguenze degli errori   dei  capi dei popoli politici o religiosi  si pagheranno per  generazioni!    

Roma, 10 maggio 2009