NESSI E CONNESSI – DOSSIER LUGLIO e AGOSTO 2019

Già oggi la rivoluzione digitale ha modificato le abitudini di molti africani: dalla sanità all’educazione, dalla semplificazione burocratica alle tecniche agricole fino alle tradizioni religiose di molti popoli.

La rivoluzione digitale è entrata negli uffici, nel commercio, nelle scuole dell’Africa. Persino nelle chiese e nei mercati tradizionali. E seppure un gigabyte di dati costi caro (si veda l’articolo a pag…), nessuno rinuncia ai piccoli o grandi vantaggi permessi dalla navigazione in rete e dallo sviluppo di app e start-up.

Prendiamo il caso dei pagamenti via mobile. Il sistema più noto è Mpesa, nato nel 2007, quando anche la diffusione della telefonia cellulare in Africa era agli inizi. Lanciato da Safaricom, oggi conta oltre 30 milioni di clienti, una rete di circa 30mila agenti e si è esteso nel tempo in 10 paesi africani. La mobilità di denaro (pesa in swahili) ha risolto la questione dei trasferimenti per ragioni familiari, ma anche commerciali e ha garantito a molte persone la possibilità di avviare piccole attività economiche.

Telemedicina

 

La connettività internet sta trasformando anche l’accesso alle cure mediche. La telemedicina è arrivata pure in Africa. Molti sono i progetti rivolti soprattutto a persone che vivono nelle aree rurali, troppo lontane dagli ospedali. Sistemi wireless e comunicazioni a distanza consentono persino screening per il cancro o diagnosi di diversa natura. Recentemente in una zona semiarida del Kenya decine di donne nomadi sono state dotate di…

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