Sudan, l’invito che imbarazza Ban Ki moon
Denuncia di Human Rights Watch: il capo della Missione di pace in Darfur dell’Onu e dell’Unione africana, Ibrahim Gambari, si è fatto fotografare al matrimonio di Déby in atteggiamenti “cordiali” con Omar El-Bashir, presidente del Sudan e ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini contro l’umanità e genocidio.

L’organizzazione Human Rights Watch (Hrw), impegnata nella battaglia per la difesa dei diritti umani nel mondo, ha inviato al segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, una lettera per invitarlo a prendere provvedimenti nei confronti di Ibrahim Gambari, nigeriano, capo della Missione di pace in Darfur delle Nazioni Unite e dell’Unione africana (Unamid), per la sua presenza al matrimonio tra la figlia di Musa Hilal, capo tribale del Darfur, e Idriss Déby, presidente del Ciad, celebrato a Khartoum il 20 gennaio scorso.

Le critiche non sono rivolte al presidente africano che sposa la figlia di uno capo locale darfuriano, sospettato di essere un leader delle milizie janjawid, che, al soldo del regime di Khartoum, sono responsabili di massacri perpetrati contro le popolazioni della regione occidentale del Sudan. Nel 2006, il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha deciso sanzioni finanziarie e restrizioni di viaggio nei confronti di Hilal.

Caso mai, desta sorpresa – e dà fastidio – che un presidente africano inviti al proprio matrimonio l’omologo sudanese, Omai El-Bashir, ricercato dalla Corte penale internazionale, per crimini contro l’umanità e genocidio commessi proprio nella regione di origine della sposa. Ma si sa che i governi africani hanno il dente avvelenato contro la Corte dell’Aia, che ritengono “nemica” esclusivamente degli africani.

Ciò su cui Hrw intende attirare l’attenzione di Ban Ki-moon è la presenza al matrimonio di Ibrahim Gambari. È risaputo che l’Onu impone ai propri rappresentanti forti limiti in materia di relazioni dirette con individui ricercati da tribunali internazionali, «a meno che queste siano prescritte da azioni decise dalle Nazioni Unite stesse». Il capo della Unamid, invece, si è fatto fotografare mentre abbraccia il presidente sudanese, e le immagini sono apparse sui tutti i giornali nazionali. Cosa devono aver pensato le popolazioni del Darfur, vittime di soprusi, se non che il capo delle missione di pace socializza con criminali di guerra?

 

Non è la prima volta che ufficiali dell’Unamid interagiscono con El-Bashir. Il predecessore di Gambari, Rodolphe Adada, politico e diplomatico congolese, al termine del suo mandato nel 2009, non esitò a recarsi a Khartoum per ricevere dalle mani del presidente sudanese un’alta onorificenza in riconoscimento della sua opera di pace in Darfur. Tornato in Congo e rinominato ministro per lo sviluppo industriale e la promozione del settore privato dal presidente Denis Sassou-Nguesso, Adada tenne ha precisare: «Durante il mio mandato in Sudan, io rispondevo non solo alle Nazioni Unite, ma anche all’Unione africana. E tutti sanno che questa seconda ha le sue proprie opinioni sul mandato di cattura spiccato dalla Cpi nei confronti di El-Bashir».