L'ARIA CHE TIRA – MARZO 2020
Gianni Silvestrini

La carenza di sistemi di accumulo e di trasporto refrigerati è responsabile nel mondo di 1,5 milioni di morti per la mancata disponibilità di vaccini e contribuisce anche alla perdita del 30-50% dei prodotti agricoli coltivati. Inoltre, il 40% della popolazione mondiale, vive in aree calde tropicali con temperature estreme per una ventina di giorni l’anno, ma solo l’8% degli abitanti possiede dei climatizzatori.

Secondo l’Oms nel 2050, in ragione dell’aumento delle temperature, potrebbero registrarsi più di 250.000 morti l’anno a livello mondiale a causa delle ondate di calore. E senza la riduzione delle emissioni queste ondate termiche potrebbero quintuplicarsi nei paesi africani. L’Agenzia internazionale dell’energia stima che in Africa nel 2040 la popolazione con necessità di tecnologie per il freddo passerà dagli attuali 700 milioni a 1,2 miliardi. Di fronte alle frequenti e intense ondate di calore, con temperature che raggiungono i 50 °C, l’India nel 2019 ha varato un proprio Cooling Action Plan, mentre la Nigeria ne sta predisponendo uno proprio.

Ci sono tecnologie innovative per conservare gli alimenti e soluzioni tradizionali e innovative nella realizzazione di edifici e quartieri che consentono di difendersi dal caldo. Risultati si stanno registrando anche sul fronte degli impianti. In India sono venduti dei ventilatori efficienti che consumano meno della metà di quelli convenzionali.

E, visto che gli impianti di climatizzazione sono destinati a diffondersi notevolmente, dagli attuali 1,2 miliardi a 4,5 miliardi fra trent’anni, si sta lavorando per realizzare sistemi sempre più efficienti dal punto di vista dell’impatto sul clima (quindi non solo per i bassi consumi energetici, ma anche per le caratteristiche dei fluidi refrigeranti).

Interessante in questo senso è la competizione lanciata nel 2019 dal governo dell’India e dal Rocky Mountain Institute per costruire impianti che garantiscano prestazioni cinque volte migliori per l’ambiente. Tra le 139 realtà partecipanti, sono state selezionate alla fine del 2019 otto aziende finaliste, i cui prodotti verranno testati nel 2020 in modo da individuare, a novembre, la tecnologia vincitrice.

Rocky Mountain Institute
È un’organizzazione statunitense senza scopo di lucro, con sede a Snowmass (Colorado), che si occupa di ricerca, consulenza e studio nel settore della sostenibilità, con particolare attenzione alle innovazioni per l’efficienza energetica.