Il ruolo dei movimenti sociali / Ne parla Mauro Conti

L’esponente del Comitato internazionale di pianificazione per la sovranità alimentare rimarca la centralità della società civile nel costruire un nuovo modello. Che si chiama agro-ecologia.

La Dichiarazione di Nyéléni (Mali, febbraio 2007, Forum internazionale sulla sovranità alimentare) costituisce il più autorevole preambolo alla decennale narrazione intrapresa dal movimento. La partecipazione a quell’evento di più di 500 delegazioni di 80 paesi ha reso evidente che la società civile può contribuire con autorevolezza e competenza al dibattito e alle politiche sul paradigma alimentare (produzione, consumo e distribuzione del cibo nel mondo).
Il cammino diversificato di decine di organizzazioni – impegnate nella democratizzazione dei processi e delle risorse legati al cibo e all’agricoltura – ha trovato più occasioni per reclamare maggiore partecipazione alle decisioni. E una prima sintesi è arrivata nel 2002 con il Forum alternativo della società civile (parallelo al Summit mondiale sull’alimentazione) che ha redatto un’Agenda d’azione per interloquire con le Nazioni Unite.
Nel 2006, la Fao ha identificato il Comitato per la sicurezza alimentare (Cfs) quale spazio istituzionale della società civile per le azioni di concertazione e pressione nel quadro della sovranità alimentare. Questo processo di riconoscimento si è consolidato nell’ambito della riforma del Cfs, che ha portato alla revisione dei processi di consultazione e decisione e che prevede l’inclusione di tutti i portatori di interessi attraverso l’istituto del Civil Society Mechanism.
Attraverso questa governance, il Cfs costituisce oggi il luogo di confronto democratico circa la lotta alla fame e la sicurezza alimentare, legandoli ai diritti e alla questione fondiaria, alla volatilità dei prezzi dei prodotti agricoli, alla protezione sociale, agli investimenti in agricoltura. Oggi la società civile organizzata ha gli strumenti per dialogare su un piano di reciprocità e parità con i governi, le agenzie internazionali e i soggetti del settore privato.
Facciamo il punto con Mauro Conti, già collaboratore del Centro internazionale crocevia, che dal 2002 coordina le attività del segretariato del Comitato internazionale di pianificazione per la sovranità alimentare (Ipc – piattaforma che coordina l’agenda di decine di movimenti sociali transnazionali e organizzazioni di produttori di alimenti su piccola scala, e facilita l’incontro tra organizzazioni sociali, stati nazionali e agenzie tecniche www.foodosovereignty.org )

Quali frutti sta dando il processo di riforma del Comitato per la sicurezza alimentare?

Negli ultimi anni i movimenti sociali del mondo rurale, come La via campesina, hanno scelto di focalizzare il proprio contribuito al dibattito sulla questione dell’accesso alle risorse. Si è riusciti a mettere in agenda argomenti “complessi” quali terra e acqua e si discute intorno ai fattori produttivi di base (risorse genetiche e investimenti, ndr) per poter dare agibilità all’agro-ecologia, la quale richiede un mutamento di modello di produzione ma anche del modello di costruzione delle relazioni sociali. È la via alla sovranità alimentare e all’autodeterminazione del mondo della produzione. (…)

Per continuare la lettura dell’articolo del numero di Nigrizia di novembre 2014: rivista cartacea o abbonamento online.

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