Africa orientale / Infrastrutture
Il terrorismo islamico sta minacciando l'ambizioso progetto kenyano di una rete che colleghi tutta l'Africa orientale nel trasporto del greggio. Uganda e Tanzania sembrano voler realizzare un nuovo oleodotto lontano dalle insidie del confine somalo. Se ciò accadesse, Nairobi si troverebbe sola e in grosse difficoltà.

L’insicurezza lungo il confine con la Somalia potrebbe assestare un duro colpo al progetto kenyano Lappset, avvantaggiando la vicina Tanzania per il trasporto petrolifero dall’Uganda al mare. In agosto Nairobi e Kampala avevano firmato un memorandum d’intesa per lo sviluppo di un oleodotto di 1.500 km da Hoima, in Uganda, al porto di Lamu nel sudest del Kenya. Il 12 ottobre scorso, però, Total France (che con China National Offshore Oil Corporation e Tullow Oil estrae dal bacino ugandese di Hoima) ha annunciato di aver siglato un accordo con la Tanzania per verificare la possibilità di realizzare un oleodotto che trasporti il greggio ugandese direttamente al porto di Dar es Salaam.

In quell’occasione i vertici del gigante petrolifero avevano detto di voler considerare alternative al passaggio ad est, troppo vicino a località colpite da attacchi terroristici del movimento somalo Al Shabaab. Per evitare attriti con il suo principale partner economico regionale, il ministro dell’Energia tanzaniano Irene Muloni aveva specificato qualche giorno dopo che l’accordo Uganda-Tanzania non avrebbe minacciato la realizzazione del progetto kenyano e che governo e aziende petrolifere starebbero solo cercando la via meno costosa per arrivare al mare.

Un corridoio insidioso
Le riserve petrolifere dell’Uganda, stimate in 3.5 miliardi di barili, la pongono al quarto posto tra i maggiori produttori dell’Africa sub-sahariana, dopo Nigeria, Angola e Sud Sudan. Fino ad oggi l’unico sbocco al mare è l’oleodotto che si collega al porto kenyano di Mombasa.
Inizialmente Kampala aveva deciso di agganciarsi al cosiddetto “corridoio nord”, l’ambizioso progetto Lappset (Lamu Port Southern Sudan Ethiopia Transport) che prevede una rete di strade e condotti per collegare Sud Sudan ed Etiopia al porto kenyano di Lamu, vicino al confine con la Somalia. Un percorso divenuto in seguito rischioso per la presenza di cellule terroristiche infiltrate dal paese vicino.

Se Kampala dovesse scegliere la Tanzania per il trasporto petrolifero, il Kenya si troverebbe costretto a cercare altrove nuovi finanziamenti per pagare i circa 4.5 miliardi di dollari di realizzazione dell’intera linea. La guerra civile in Sud Sudan ha inoltre imposto una battuta d’arresto nello sviluppo del progetto, sul quale il governo Kenyatta ha puntato molto in termini politici. Il Kenya gioca, infatti, un ruolo di primo piano nel sostenere il potenziamento e lo sviluppo della Comunità dell’Africa Orientale (Eac), a lungo frammentata da politiche egocentriche dei singoli paesi. Il Lappset, assieme alla nuova ferrovia Mombasa-Kampala-Kigali, dovrebbe saldare ulteriormente i rapporti di cooperazione, ma le speranze nella sua realizzazione sono tutt’altro che certe.