Giornata Internazionale contro la guerra

Una nuova guerra. Lo spettro di un nuovo conflitto
in Iran si aggira nell’aria. E se da una parte gli occhi del mondo sono puntati
sul Medio oriente, nel frattempo in altri angoli della terra i conflitti non
sono mai finiti in questa giornata, il 18 marzo, internazionale contro la
guerra.


 


Africa: Sudan e Darfur, un conflitto che sta
consumando popoli e terre e poi scontri e continue rappresaglie in Repubblica
Democratica del Congo, nel nord del Centrafrica, in Nigeria e sul delta del
Niger tra petrolio e ribelli e poche ore fa scontri sul confine tra
Guinea-Bissau e Senegal. E non sono certo tutti.


 


“Il disastro della situazione in Medio Oriente
aggravato dopo i fatti di Gerico, il terribile attacco contro la città di
Samarra in Iraq, le quotidiane stragi di civili, le minacce di un nuovo
conflitto contro l’Iran confermano in queste ore purtroppo il bisogno enorme di
cambiare rotta, per la vita e la sicurezza di tutti i popoli del mondo”. È ciò
che scrive il Comitato Organizzatore della giornata nazionale contro la guerra a
Roma del 18 marzo descrivendo le motivazione di una manifestazione nazionale
contro tutti i conflitti.


 



Il 18 marzo sarà una giornata internazionale contro
la guerra, a tre anni dall’inizio della guerra all’Iraq. A Roma sarà una
giornata nazionale di iniziativa promossa unitariamente con lo slogan “La pace
al primo posto. L’Italia che ripudia la guerra, l’Italia che ripudia lo scontro
di civiltà”. Tra le iniziative organizzate dal Comitato per il 18 marzo ci sarà
un corteo a Roma che partirà alle 14.30 da Piazza Esedra, alla conclusione del
quale a Piazza Navona ci saranno interventi degli ospiti stranieri e di Giuliana
Sgrena.


 


“Il nostro paese è in piena campagna elettorale –
continua il comunicato del Comitato – crediamo sia necessario porre al centro
della discussione della politica e dei cittadini il ripudio della guerra e
dell’imbarbarimento in cui la strategia della guerra preventiva ha fatto
scivolare l’intero pianeta. C’è bisogno di un impegno contro tutte le barbarie,
da chiunque praticate.
Ricorderemo in
questa giornata tutte le vittime, le popolazioni civili oppresse e martoriate, i
migranti e le migranti che subiscono razzismo e incredibili violazioni dei
propri diritti.
Saremo a fianco di
chiunque nel mondo si batte per la libertà, la pace, la democrazia e la
giustizia sociale”.


 



Le iniziative promosse dal Comitato Organizzatore
della giornata internazionale contro la guerra del 18 marzo chiedono, al
contrario, impegni chiari e netti: per il ritiro immediato dall’Iraq, per una
pace giusta in Israele e Palestina, contro ogni guerra, contro l’imbarbarimento
dei conflitti e delle relazioni internazionali, contro le stragi di civili,
contro la costruzione dello scontro di civiltà, per una nuova politica estera di
pace, di giustizia sociale, di dialogo, di disarmo.



 


“La giornata del 18 ha l’obiettivo di spingere la
politica italiana a parlare di politica e cioè di contenuti, di impegni e
di responsabilità” dichiarano dal Comitato.



 



 


 


Approfondimenti:


 


Il sito della
manifestazione di Roma


 


Bollettino
di Peacereporter dei conflitti nel mondo


 


Le
Campagne di Nigrizia: Sudan