Brexit, l’impatto sull’Africa
L’esito del referendum britannico avrà conseguenza anche sulle relazioni commerciali, gli investimenti e la cooperazione allo sviluppo di Regno Unito e Ue con l’area subsahariana. A risentirne soprattutto Sudafrica e Nigeria.

Brexit ha determinato un terremoto politico che costringe anche l’Africa a una seria riflessione sulle conseguenze positive o negative che questo avvenimento storico comporta. Riflessione al centro del vertice dell’Unione africana di luglio, dove si cercherà di capire se l’uscita della Gran Bretagna da Bruxelles rischia di compromettere il progetto di unione sociale economica e politica del continente africano, le cui linee guide sono già state tracciate nel documento Agenda 2063.

Il riallineamento delle intese commerciali

In ambito economico, le relazioni commerciali tra l’Ue e l’Africa sono definite dall’accordo di Cotonou del 2000 e da una serie di accordi di partenariato economico tra Bruxelles e le comunità economiche regionali, come l’Eac e l’Ecowas. A questi, si aggiungono alcuni accordi quadro bilaterali di partenariato privilegiato tra l’Unione europea e i singoli paesi africani per lo scambio di beni e servizi.

Secondo Robert Kappel, ricercatore di politica africana presso il German Institute of Global and Area Studies (Giga) di Amburgo, inizialmente la Brexit potrebbe cambiare radicalmente le intese commerciali in vigore tra Europa e Africa, mentre in un secondo momento il governo britannico potrebbe procedere in modo pragmatico e sostenere i contratti esistenti nel quadro dell’accordo di Cotonou.

Steve Barrow, responsabile della strategia G10 presso Standard Bank, ritiene che eventuali accordi commerciali tra paesi africani e Regno Unito sono stati conclusi in ambito Ue, la quale è dotata di una politica commerciale comune che prevede una competenza esclusiva di Bruxelles e impedisce ai singoli stati membri di legiferare in materia e stipulare accordi commerciali internazionali.

Adesso che il Regno Unito si è pronunciato a favore del divorzio dall’Europa, tutte le offerte commerciali riguardanti la Gran Bretagna decadono, incluse quelle tra l’Ue e la Sadc. E forse saranno necessari anni per rinegoziarle, generando gravi difficoltà al commercio locale.

Barrow, però, rileva che se la Gran Bretagna lo volesse, potrebbe modificare in accordi diretti tutti i patti commerciali stipulati attraverso l’Ue con il resto del mondo. E questo vale ovviamente anche per l’Africa.

 

L’impatto sull’economia sudafricana

È inoltre prevedibile che almeno nel breve-medio termine, lo shock finanziario provocato dal tracollo della Borsa di Londra e la repentina discesa della sterlina avranno un impatto anche sulle econome africane. 

A risentirne sarà in particolare il Sudafrica, sia a causa delle molte grandi aziende del paese quotate a Paternoster Square, sia perché la moneta sudafricana (il rand) è più liquida rispetto alle altre valute continentali e quindi più vulnerabile ai flussi di capitali diretti verso l’esterno.

Gli economisti temono pure una tangibile flessione degli scambi tra economia più industrializzata dell’Africa e il Regno Unito, che secondo Bloomberg costituisce la quarta principale destinazione per le esportazioni dal paese. I ricercatori dell’Università del Nord-Ovest, stimano che la Brexit potrebbero incidere in negativo di 0,1 punti percentuali sulla crescita economica annua del paese, già contratta dell’1,2% nel primo trimestre di quest’anno.

Pesanti ripercussioni per la Nigeria

L’uscita della Gran Bretagna dal Club dei 28 avrà pesanti ripercussioni anche sulla Nigeria producendo un effetto immediato sul commercio bilaterale tra i due paesi, che attualmente vale 6 miliardi di sterline e dovrebbe raggiungere i 20 miliardi entro il 2020. Gli scambi subiranno un’interruzione a causa degli accordi realizzati sotto gli auspici dell’Ue, che dovranno essere rinegoziati.

L’inevitabile rallentamento dell’economia britannica produrrà effetti riverberanti anche sugli investimenti esteri e sulle rimesse della diaspora nigeriana, che nel 2015 ha inviato a casa 21 miliardi di dollari.

Gli effetti sulla cooperazione allo sviluppo

Le ripercussioni della Brexit si faranno sentire anche sugli aiuti per la cooperazione allo sviluppo, dei quali l’Ue è il principale donatore per la macroregione.

Nello specifico, la Gran Bretagna, a causa del suo passato coloniale, contribuisce all’erogazione di aiuti allo sviluppo Ue con uno dei budget più cospicui e la sua uscita di scena potrebbe produrre un impatto piuttosto significativo, non solo sulla quantità di fondi destinati all’Africa subsahariana, ma anche per il venire meno della lunga esperienza britannica in questioni di cooperazione allo sviluppo.