Nigeria
Delle 68 ragazze rapite il 24 giugno sono riuscite a fuggire in 63. Mentre i guerriglieri erano impegnati in un’operazione militare sabato scorso. Così riferiscono fonti ritenute credibili dalle agenzie di stampa internazionali. Intanto gli attivisti di Bring back our girls chiedono al governo di fare di più per le altre giovani ancora nelle mani dei terroristi.

Sono riuscite a scappare e a rientrare alle rispettive case 63 donne e ragazze delle 68 che erano state rapite il 24 giugno scorso dai miliziani jihadisti di Boko Haran a Kummabza, villaggio situato nel distretto di Damboa della stato federato di Borno, Nigeria nord-occidentale.

La notizia è stata riferita da un portavoce dei vigilanti volontari che collaborano contro la setta ultra radicale islamica con le forze di sicurezza governative, e diffusa dalla France Presse. Fonti governative hanno poi confermato, in via riservata, la fuga di massa. «Ho ricevuto l’allerta da parte dei miei colleghi della regione di Damboa sul fatto che 63 donne e giovani ragazze che erano state rapite sono riuscite a tornare a casa. Hanno compiuto una mossa tanto coraggiosa quando i loro sequestratori si sono allontanati per un’operazione militare», ha spiegato il vigilante, Abbas Gava.

L’operazione militare a cui fa riferimento dovrebbe essere quella sferrata sabato scorso dai guerriglieri a una caserma e un commissariato nel capoluogo distrettuale, Damboa: nello scontro armato hanno perso la vita 53 assalitori e 6 soldati. Nonostante questa fuga di massa, nelle mani dei sequestratori rimangono 219 delle 276 studentesse catturate da un commando di Boko Haram nella notte fra il 14 e il 15 aprile a Chibok, sempre nello stato di Borno. Soltanto 57 sono riuscite a fuggire.

Ieri gli attivisti del gruppo “Bring Back Our Girls” (nella foto) avevano cercato di marciare sul palazzo presidenziale nella capitale Abuja per reclamare dal governo maggiore impegno per liberare le giovani tenute in ostaggio, che i rapitori intenderebbero vendere al mercato delle schiave. «Sono 83 giorni che le ragazze sono state catturate”, ha spiegato un rappresentante dei manifestanti, Aisha Yesufu, ed è da 68 che ci stiamo dando da fare quotidianamente, ma nessuno finora ci ha davvero prestato ascolto». Gli agenti di guardia hanno però invitato i dimostranti a tornare indietro e la protesta si è conclusa senza particolari incidenti.