Oggi parliamo dell’aumento dei finanziamenti italiani alla guardia costiera libica per il respingimento dei migranti, del rapporto annuale dell’agenzia Onu per i rifugiati e dell’accordo raggiunto in Sud Sudan sulla nomina dei governatori dei 10 stati.

Migranti: l’Italia aumenta i finanziamenti alla guardia costiera libica

Mentre l’Organizzazione internazionale per le migrazioni segnalava ieri mattina che 130 tra uomini, donne e bimbi erano stati riportati sulle coste libiche dalla guardia costiera, è arrivata la denuncia di Oxfam per la quale l’Italia ha in programma di aumentare gli stanziamenti alla stessa guardia costiera.

Si tratta di 3 milioni in più nel 2020, per un totale di 58,28 milioni di euro diretti alle autorità libiche. Il costo sostenuto dai contribuenti italiani a sostegno dell’accordo Italia-Libia, siglato nel 2017, è giunto a 213 milioni di euro.

Tutto ciò, nonostante si continui a morire lungo la rotta del Mediterraneo centrale – con oltre 230 vittime dall’inizio dell’anno – e nonostante numerose inchieste abbiano confermato il coinvolgimento della guardia costiera libica nel traffico di esseri umani. I «rimpatri forzati» hanno come meta i ”lager” libici, dove uomini, donne e bambini sono ancora oggi vittime di torture e abusi inimmaginabili.

Unhcr: quasi raddoppiato il numero di persone in fuga dal 2010

In vista della Giornata mondiale del rifugiato del 20 giugno, l’Unhcr, l’Agenzia Onu per i rifugiati, ha reso noti i dati del suo rapporto annuale Global Trends. Sono state almeno 100 milioni le persone costrette a fuggire dalle proprie case negli ultimi dieci anni, in cerca di sicurezza all’interno o fuori dei propri paesi d’origine. Il numero di persone in fuga è infatti quasi raddoppiato dal 2010 alla fine del 2019, passando dai 41 milioni di allora ai 79,5 milioni di oggi.

Gli esodi forzati riguardano più dell’1% della popolazione mondiale: una persona su 97. Uomini, donne e bambini cui è sempre più difficile far rientro a casa. Se negli anni ’90 la media dei ritorni era di 1,5 milioni di rifugiati, negli ultimi 10 anni è crollata a 385mila. L’80% delle persone in fuga trova rifugio in paesi o territori poveri, provati da insicurezza alimentare e malnutrizione.

Sud Sudan: raggiunto un accordo sulla nomina dei governatori dei 10 stati

In Sud Sudan il presidente Salva Kiir e il vicepresidente Riek Machar hanno concordato la nomina dei governatori regionali, eliminando un grosso ostacolo all’implementazione degli accordi di pace. Il partito di Kiir nominerà suoi governatori in 6 dei 10 stati del paese, a Machar andranno altre tre nomine e una all’Alleanza di opposizione.

Le pressioni internazionali erano aumentate sui due ex rivali per concordare la nomina dei governatori, dopo l’intensificazione dei conflitti intercomunitari in alcuni stati. Sul tavolo restano però ancora molte questioni aperte, tra cui la composizione dell’esecutivo e dei rami legislativi degli Stati e l’integrazione dei vari gruppi armati nell’esercito.