Oggi parliamo della diffusione del Covid-19 in Sudafrica dove sono previsti 40mila morti entro fine anno, del Franco Cfa e della modifica dell’accordo monetario da parte della Francia, e dello ‘sciopero degli invisibili’, oggi in tutta Italia.

Sudafrica: previsti 40mila morti per Covid-19 entro fine anno

In Sudafrica ci saranno almeno 40 mila decessi per coronavirus entro la fine dell’anno. L’allarme è stato lanciato da un comitato di scienziati e accademici consulenti del governo di Cyril Ramaphosa. Si prevede che la pandemia potrà avere un’accelerazione nel paese, dove è iniziata la stagione invernale, a partire dall’inizio di giugno, quando saranno allentate le misure del lockdown imposte a marzo.

Le restrizioni, che includono il divieto di vendita di tabacco e alcol, la chiusura delle scuole e dei luoghi di culto, sono state finora efficaci nel contenere la diffusione del virus. Su una popolazione di 57 milioni, si sono registrati finora 17.200 casi di contagio e 312 morti. L’ultimo decesso quello di un bimbo di appena due giorni, la vittima in assoluto più giovane, nato da una donna risultata positiva al Covid-19.  

Franco Cfa: la Francia modifica l’accordo monetario

I consiglio dei ministri del governo francese ha adottato ieri il progetto di legge che modifica l’accordo monetario con gli 8 paesi dell’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale che comprende Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Guinea-Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo. Ciò significa che la Banca centrale degli stati dell’Africa occidentale, cui fanno capo questi paesi, non dovrà più versare metà delle proprie riserve monetarie presso la Banca di Francia.

Nel documento del governo francese si sottolinea che Parigi mantiene un ruolo di «semplice garante finanziario» e che questo nuovo posizionamento dovrebbe consentire un passo avanti al progetto di una nuova moneta unica (il passaggio dall’attuale franco Cfa all’Eco) della Comunità economica e monetaria degli stati dell’Africa occidentale che comprende anche Nigeria, Ghana, Capo Verde, Gambia, Guinea, Liberia e Sierra Leone.

Italia: oggi sciopero degli invisibili

Dopo l’emanazione del Decreto Rilancio da parte del governo italiano, che prevede la regolarizzazione a tempo, solo di alcune fasce di immigrati irregolari, il popolo dei braccianti scende oggi in sciopero. La protesta, promossa dal sindacato di base Usb, è motivata dal fatto che il provvedimento del governo è stato deciso per mera utilità di mercato, ed esclude coloro che hanno lavorato senza poter beneficiare di contratti regolari e chi è divenuto irregolare in seguito ai cosiddetti decreti Salvini, durante i primi mesi del 2019. Gli invisibili al lavoro che riacquistano dignità con il decreto sono ancora troppo pochi, fa notare il sindacato, stimati in solo un terzo dei 600mila presenti in Italia.