Oggi parliamo della denuncia dell’Onu sull’alto numero di vittime civili nei conflitti in corso, dell’allarme per una nuova ondata di sciami di locuste in Africa orientale e dell’aumento dell’ostilità contro la comunità cinese in Zambia.

Onu: più di 20.000 vittime in soli 10 conflitti nel 2019

Nel 2019 più di 20mila civili sono stati uccisi o feriti in soli dieci conflitti, di cui 5 in Africa. Lo ha dichiarato ieri António Guterres, segretario generale dell’Onu. I paesi sono Afghanistan, Centrafrica, Iraq, Libia, Nigeria, Somalia, Sud Sudan, Siria, Ucraina e Yemen. E questa cifra, che comprende solo gli incidenti verificati dalle Nazioni Unite, è solo una frazione del totale.

L’anno scorso, per il nono anno consecutivo, ha aggiunto Guterres, «il 90% delle persone uccise da armi esplosive nelle aree popolate erano civili». Inoltre, ha sottolineato, «decine di migliaia di bambini sono stati costretti a prendere parte alle ostilità, milioni di persone sono state sfollate, e alla fine del 2019, il Comitato Internazionale della Croce Rossa stava gestendo circa 140mila richieste da parte di famiglie di persone scomparse».

Oxfam: allarme per l’arrivo di nuovi sciami di locuste

Nuovi sciami di giovani locuste stanno per colpire nuovamente l’Africa orientale e centrale, aumentando l’insicurezza alimentare per milioni di persone, già duramente provate dall’impatto del Covid-19 e dalle inondazioni. L’allarme è contenuto in un nuovo rapporto dell’agenzia umanitaria Oxfam che conferma le previsioni della Fao, ovvero che le giovani locuste, che si teme siano 400 volte più grandi degli sciami originali, dovrebbero essere mature a giugno, quando le colture sono pronte per il raccolto. Le invasioni di locuste negli ultimi mesi hanno distrutto migliaia di ettari di colture in Kenya, Somalia ed Etiopia, dove l’importazione di pesticidi è diventata costosa, a causa dei blocchi imposti dalla pandemia.

Zambia: cresce l’ostilità contro la comunità cinese

In Zambia la polizia ha arrestato tre persone accusate di avere ucciso e bruciato i cadaveri di tre cinesi che lavoravano nella fabbrica di abbigliamento Blue Star, a Lusaka, di proprietà cinese. L’assassinio segnala la crescente ostilità degli zambiani nei confronti della comunità cinese.

Sotto accusa, in particolare, sono gli imprenditori cinesi, criticati di discriminazione nei riguardi dei lavoratori zambiani costretti a dormire in fabbrica dopo i turni di lavoro, per prevenire l’espandersi della pandemia di coronavirus. Per la stessa lamentela il sindaco di Lusaka ha fatto chiudere negozi e ristoranti di proprietà cinese nella capitale, dove ai dipendenti locali era stato proibito di dormire a casa. In Zambia sono stati registrati 920 casi di Covid-19.