Oggi parliamo del contrasto tra il presidente nigeriano Buhari e il social network americano Twitter, dei ritardi della sanatoria in Italia per la regolarizzazione dei migranti, e delle inchieste in corso in Sudafrica sull’utilizzo indebito di 820 milioni di euro per fronteggiare il Covid-19.

Nigeria: Twitter cancella un messaggio del presidente Buhari contro i movimenti secessionisti

 È polemica tra Twitter e il governo nigeriano. La causa è un tweet del presidente Buhari, cancellato dal social network americano, che minacciava i responsabili delle attuali violenze nel sud-est della Nigeria. L’accusa di Abuja è che la piattaforma americana abbia assunto una posizione ambigua e di sostegno ai secessionisti del Biafra. Nel tweet cancellato, Buhari ha fatto riferimento alla guerra civile che ha colpito la Nigeria tra il 1967 e il 1970, chiedendo che «coloro che vogliono che il governo fallisca» smettano di fomentare disordini. Il social network, il giorno dopo, ha cancellato il post in seguito alle critiche di alcuni tweeter. Il ministro dell’Informazione di Buhari, Lai Mohammed, ha così accusato il social network di tollerare i messaggi di Nnamdi Kanu, il leader del Movimento dei popoli indigeni del Biafra (Ipob), che «incoraggia la violenza».

Italia: la campagna Ero straniero denuncia gravi ritardi nell’esame delle domande di regolarizzazione dei migranti

Continua ad aggravarsi in Italia il già pesante ritardo nell’esame delle domande di emersione e regolarizzazione della sanatoria dello scorso anno. Il nuovo bilancio, pubblicato dalla campagna Ero straniero, a un anno dall’apertura della finestra per presentare le domande, denuncia che, su 220mila richieste presentate, solo il 14% risulta esaminato e solo il 5%, 11mila persone, ha oggi in mano il permesso di soggiorno per lavoro. Circa 20mila sono in attesa di rilascio. La situazione, seppur in lieve miglioramento, appare ancora molto grave in tutta Italia. Con un picco di criticità nelle grandi città. Il personale aggiuntivo destinato alle prefetture per esaminare le pratiche di regolarizzazione è entrato in servizio solo a maggio scorso. Un ritardo che la Campagna giudica ingiustificabile.

Sudafrica. Fondi per fronteggiare il Covid-19: indagati per corruzione 63 funzionari pubblici e 87 imprese

L’Unità delle inchieste speciali ha informato il parlamento sudafricano che sono in corso indagini sull’utilizzo indebito di 820 milioni di euro legati a contratti per combattere la pandemia di Covid-19. Fino ad oggi l’inchiesta ha portato allo scoperto 63 casi di funzionari pubblici sospettati di essere implicati e 87 imprese. Sarebbero coinvolti in queste vicende anche due ex stretti collaboratori del ministro della salute Zweli Mkhize: secondo informazioni pubblicate numerosi mass media si tratta del suo ex portavoce e della sua ex assistente personale. Già lo scorso febbraio, l’Unità delle inchieste speciali aveva scoperto casi di corruzione e di prezzi gonfiati nell’acquisto di equipaggiamenti di protezione antivirus destinati a ospedali pubblici.