Oggi parliamo dell’offensiva delle forze di sicurezza contro gruppi jihadisti nel nord del Mozambico, dell’allarme dell’OMS sul probabile raddoppio delle morti per malaria nell’Africa sub-sahariana e di una ricerca sulla resistenza degli stranieri in Italia al contagio da coronavirus.

Scontri e morti al nord del Mozambico

Le forze di sicurezza del Mozambico hanno ucciso almeno 129 insorti jihadisti nell’ultimo mese nella regione settentrionale di Cabo Delgado, teatro da tre anni di un’ondata di attacchi di gruppi jihadisti legati allo Stato islamico. Lo ha annunciato il ministro dell’interno, Amade Miquidade, secondo cui 39 terroristi sono stati uccisi dopo aver tentato di attaccare il villaggio di Muidumbe lo scorso 7 aprile, altri 59 sono stati uccisi in un conflitto a fuoco avvenuto nelle isole Querimba tre giorni dopo e altri 31 hanno perso la vita nei combattimenti avvenuti nell’isola di Ibo tra l’11 e il 13 aprile. L’offensiva delle forze di sicurezza è stata lanciata in risposta ad un attacco avvenuto all’inizio di aprile a Xitaxi, nel distretto di Muidumbe, dove gli insorti hanno ucciso oltre 50 abitanti del posto che si erano rifiutati di unirsi a loro.

Allarme malaria a causa dei lockdown

Le misure restrittive per arginare la diffusione del Covid 19 potrebbero causare il raddoppio delle morti per malaria nell’Africa subsahariana. A lanciare l’allarme è stato ieri da Ginevra il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Ghebreyesus, citando un nuovo studio secondo cui le chiusure delle frontiere e il blocco dei commerci interromperanno la consegna di materiali come vaccini e altri trattamenti in 41 paesi dell’Africa sub-sahariana. Il capo dell’OMS si è detto preoccupato per l’aumento delle infezioni in Africa, Europa orientale e America Latina, con 21 paesi nel mondo che segnalano carenze di vaccini anche per morbillo, poliomielite, colera, febbre gialla e meningite.

Perché gli stranieri in Italia si ammalano meno di coronavirus?

Più giovani, protetti da fattori genetici, con meno patologie. Questi i motivi per cui gli stranieri presenti in Italia si ammalano meno di coronavirus. A riferirlo, uno studio dell’Agenzia regionale di sanità della Toscana che ha cercato di rispondere al minor impatto dell’epidemia del Covid sulla popolazione migrante presente nel nostro paese. In Toscana sono risultati positivi 347 stranieri, su un totale di 8.017 casi. Degli 811 morti nella regione, 8 sono migranti. Il maggior fattore protettivo, oltre l’età media inferiore, è dato da fattori genetici protettivi che sembrano caratterizzare la popolazione africana. Fra gli 81 migranti che hanno contratto l’infezione sul luogo di lavoro, 57 sono operatori sanitari che operano all’interno delle Rsa, le residenze per anziani.