Il primo ministro ivoriano Amadou Coulabily (a sinistra) con il presidente Alassana Ouattara

Oggi parliamo della morte del primo ministro ivoriano Amadou Coulabily, politico vicino al presidente Ouattara e prossimo candidato per le presidenziali; dei centri ufficiali per migranti in Libia e delle fosse comuni ritrovate in Burkina Faso e denunciate da Human Right Watch.

Costa d’Avorio: muore il primo mimistro, Amadou Coulibaly

«Saluto la memoria di un uomo di stato, di grande lealtà, di devozione e amore per la patria». Così si è espresso il presidente Alassana Ouattara nell’apprendere della morte per crisi cardiaca del suo amico e soldale per 30 anni, il suo primo ministro Amadou Coulabily. Cordoglio è stato espresso da tutte le parti politiche del paese. Un uomo, Coulibaly, che incarnava la giovane generazione di quadri ivoriani di grande competenza. Da pochi giorni era rientrato da Parigi dove per due mesi era stato sottoposto a cure. Da ricordare che nel 2012 era stato trapiantato di cuore. Ora si rimescolano le carte in vista delle presidenziali di fine ottobre, perché Coulibaly era il candidato-delfino di Ouattara.

Libia: 11 i centri “ufficiali” di detenzione per migranti

Sono 11 i “centri di detenzione” per migranti gestiti dal governo di Tripoli in Libia al 3 luglio e vi erano rinchiuse 2.362 persone. Vi sono però anche strutture «non ufficiali», «non autorizzate», su cui l’Onu e altre organizzazioni «non hanno informazioni precise». Lo ha ricordato all’agenzia Ansa un portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. «Nelle ultime settimane» vi è stato un «aumento» dei migranti detenuti nei centri detenzione dell’ovest e del centro della Libia, ha riferito il portavoce, «in gran parte quale conseguenza delle numerose operazioni» di blocco di barconi davanti alle coste del paese. E continuano comunque a morire persone nel Mediterraneo. Ieri, infatti, 18 migranti «sono stati riportati in Libia dopo aver trascorso più di una settimana in mare». Ma secondo alcuni di loro durante la drammatica traversata sarebbero morte 7 persone.

Burkina Faso: Human Right Watch denuncia ritrovamento di fosse comuni

Secondo un inchiesta di Human Right Watch, pubblicata ieri, sono state ritrovate delle fosse comuni attorno alla localita’di Djibo, nel nord del Burkina Faso. Localita’ che si trova nel cuore del triangolo della morte, il Liptako-Gourma, ai confini tra Mali, Niger e Burkina Faso ormai teatro quotidiano delle incursioni jihadiste. L’ inchiesta, che conferma i numerosi sospetti che da tempo accompagnano la popolazione locale e le autorita’ spesso complici, ha portato al ritrovamento di 180 corpi sepolti in un periodo che va dal novembre 2019 al giugno 2020. Le analisi sui corpi rivelano anche evidenti implicazioni delle forze nazionali di sicurezza.