Oggi parliamo del riposizionamento degli USA in Nordafrica, della proposta di Malta di essere ponte tra Ue e Libia e degli scontri al nord del Mozambico tra esercito regolare e miliziani jihadisti

 

Gli USA si riposizionano in Nordafrica

Gli Stati Unti hanno annunciato ieri l’invio di una brigata di assistenza in Tunisia a seguito di un colloquio tra il generale Stephen Townsend e il ministro della Difesa tunisino, Imed Hazgui. “Mentre la Russia continua a soffiare sul fuoco del conflitto libico, la sicurezza regionale in Nord Africa e’ una preoccupazione crescente”, ha affermato Townsend. “Stiamo cercando nuovi modi per affrontare i problemi di sicurezza comuni con la Tunisia, incluso l’uso della nostra brigata di assistenza alle forze di sicurezza”. Da parte sua, il ministero della Difesa tunisino ha confermato che Hazgui e Townsend hanno parlato giovedi’ 28 maggio della “ripresa delle attivita’ congiunte”, comprese le attivita’ di addestramento “che sono state rinviate a causa della situazione sanitarie eccezionale”, nonche’ del “sostegno dell’amministrazione statunitense alle capacita’ militari tunisine”.

 

Malta si propone di essere ponte tra Ue e Libia

Essere ponte tra l’Unione europea e la Libia. È questa la proposta di Malta, per voce del suo primo ministro Robert Abela. Il premier avrebbe già firmato con il governo libico di Al Sarraj, lo scorso 28 maggio, un memorandum d’Intesa contro l’immigrazione irregolare. Tripoli, secondo quanto riportato dal quotidiano The Times of Malta, si avvarrebbe della mediazione della Valletta per ottenere un sostegno finanziario pluriennale dall’Europa, un rafforzamento nell’addestramento della sua guardia costiera e la gestione di fondi per i campi di accoglienza gestiti dalle Nazioni Unite. Dopo il memorandum con l’Italia, la strategia per porre un freno ai flussi migratori in Libia, attraverso l’istituzione di unità congiunte per il coordinamento delle operazioni contro l’immigrazione nel Mediterraneo centrale, vede aggiungersi Malta. Stato già al centro di inchieste europee per i mancati soccorsi a barchini di migranti in situazione di distress nella zona Sar maltese.

 

Ancora scontri al nord del Mozambico

Continua a preoccupare la situazione nel nord del paese dove giovedì scorso le forze regolari hanno sostenuto pesanti combattimenti contro miliziani jihadisti che avevano attaccato la città di Macomia, nella provincia di Cabo Delgado, ricca di gas naturale. Secondo il presidente mozambicano Filipe Nyusi, che ne ha dato notizia, nei combattimenti sono stati uccisi comandanti jihadisti. Intanto, negli ultimi giorni centinaia di persone sono giunte a Pemba, ha dichiarato Monsignor Luiz Fernando Lisboa, vescovo del capoluogo della Provincia di Cabo Delgago, dove hanno trovato rifugio circa 200mila persone scappate dalla violenza nella regione.