Oggi parliamo del rinvenimento di 11 nuove fosse comuni in Libia, della creazione di un centro per il trattamento del Covid-19 annunciata da al-Shabaab in Somalia e delle crescenti tensioni etnico-nazionaliste in Etiopia.

Libia: Gna annuncia la scoperta di 11 fosse comuni

Sarebbero 11 le fosse comuni trovate dalle forze del Governo di accordo nazionale libico (Gna) nelle aree della Tripolitania dalle quali si sono ritirati di recente gli uomini di Khalifa Haftar. A denunciarlo è la Commissione per i diritti umani del parlamento libico di Tripoli, che ha concordato con un gruppo di donne della società civile un “piano d’azione comune” per documentare tutti i “crimini di guerra” commessi dalle forze di Haftar. Forze accusate pure di aver piazzato mine nelle abitazioni civili durante la loro ritirata dalla periferia della capitale. L’ambasciata italiana, a riguardo, ha confermato ieri che è iniziata la Missione bilaterale italiana di assistenza e supporto in Libia (Miasit), che ha il compito, assieme a tecnici libici, di sminare Tripoli.

Somalia: al-Shabaab annuncia la creazione di un centro per il trattamento del Covid-19 

In Somalia al-Shabaab ha affermato di aver istituito un centro per il trattamento del coronavirus nel paese. L’annuncio è stato fatto venerdì dal movimento jihadista attraverso la sua stazione radio, Andalus. La struttura, che comprende una linea diretta 24 ore su 24, è allestita a Jilib, una roccaforte nel sud della Somalia. Mohamed Bali, alto funzionario di al-Shabaab, ha chiesto a coloro che hanno sintomi di ricorrere al nuovo centro sanitario. Un’altra persona non identificata, ha affermato che il centro è anche dotato di veicoli per il trasporto di sospetti pazienti affetti da coronavirus. L’annuncio rivela il forte radicamento del gruppo terroristico nella regione e il fatto che stia prendendo sul serio la diffusione della pandemia.

Etiopia: allarme per la crescita di tensioni etnico-nazionaliste

In Etiopia cresce la tensione tra le regioni Amhara e Tigray, “alimentata in parte da un crescente nazionalismo etnico”. A lanciare l’allarme è un rapporto dell’International Crisis Group. Lo scontro tra le due regioni si concentra su una annosa disputa territoriale lungo il confine. Su questo conflitto si innescano anche le tensioni in aumento tra il governo di Addis Abeba e il Fronte di liberazione popolare del Tigray, l’ex partito al potere per quasi tre decenni, che ha minacciato di tenere le proprie elezioni regionali dopo l’annuncio dello slittamento a data da destinarsi del voto, previsto in agosto, e la prologa di un anno del mandato del primo ministro Abiy Ahmed, a causa del coronavirus.