Oggi parliamo dell’aumento della spesa mondiale in armi sancita dal Sipri, dei difficili 60 anni di indipendenza del Togo e tentativi di destabilizzazione in corso in Sudan.

Rapporto SIPRI sulle armi

La spesa militare globale è salita a 1.917 miliardi di dollari nel 2019, secondo i nuovi dati dell’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (SIPRI). Il totale per il 2019 rappresenta un aumento del 3,6 per cento rispetto al 2018 ed è la più grande crescita dal 2010.

È come se ciascuno di noi, neonati inclusi, spendesse 249 dollari all’anno in spese militari. I primi 5 paesi – Stati Uniti, Cina, India, Russia e Arabia Saudita – rappresentano il 62 per cento delle spese. Anche se poi sono gli Usa i grandi mattatori, con 732 miliardi di dollari investiti nel militare nel 2019 che rappresentano il 38 per cento del valore globale.

L’Africa ha visto una crescita, rispetto al 2018, dell’1,5 per cento a circa 41,2 miliardi di dollari, il primo aumento della spesa della regione da cinque anni a questa parte. La crescita in alcune aree del continente è legata anche ai conflitti in corso. Come accade nell’area centrale con la Repubblica centrafricana la cui spesa è cresciuta dell’ 8,7 per cento, la Repubblica democratica del Congo  del 16 per cento e, soprattutto, l’Uganda  con il 52 per cento.

Togo. 60 anni di indipendenza

Agblodé, indipedenza in lingua ewe. Nella notte tra il 26 e il 27 aprile 1960 il Togo si proclamava indipendente. I nazionalisti avevano vinto due anni prima le elezioni e da allora avevano optato per l’indipendenza. Il Togo, protettorato tedesco, era stato spartito dopo la Prima guerra mondiale tra inglesi e francesi. La Francia amministrerà la parte orientale.

Celebrazioni molto sobrie oggi a Lomé, non tanto per via del Covid-19 ma perché la situazione politica continua a far fronte alla contestazione di Agbeyome Kodjo, che continua a dichiararsi vincitore delle elezioni presidenziali del 22 febbraio. Dopo tre giorni in gendarmeria, Agbeyome è stato liberato venerdì notte, a condizione che accetti il risultato delle presidenziali e la smetta con le sue rivendicazioni, per non rovinare la festa nazionale. Ma l’alba di un Togo veramente libero si allontana ancora.

Sudan

Il capo del Consiglio Sovrano, l’organo di governo transitorio in Sudan, ha accusato i membri del disciolto Partito del Congresso Nazionale del deposto presidente Omar El-Bashir, di tentare di infiltrarsi nelle forze armate per seminare instabilità. Il generale Abdel Fattah al-Burhan ha detto ai media statali che sono in corso attività per arrestare persone rimaste fedeli al vecchio regime, coinvolte in quelle che ha definito “attività controrivoluzionarie”. Al-Burhan ha anche respinto voci di attrito tra le componenti civili e militari del governo di transizione ed altre notizie riguardo alla cessione del controllo del porto commerciale di Port Sudan a una società di logistica degli Emirati Arabi Uniti.