Il presidente della Repubblica Kais Saied (a destra) con il nuovo premier Hichem Mechichi

Oggi parliamo della nomina del nuovo primo ministro in Tunisia, degli scontri per la terra in Darfur, regione occidentale del Sudan e della sfiducia parlamentare al primo ministro somalo Hassan Ali Khaire.

 

Tunisia: dato l’incarico a Hichem Mechichi come nuovo premier 

Il presidente tunisino, Kais Saied, ha nominato sabato scorso l’attuale ministro degli interni, Hichem Mechichi, nuovo primo ministro del paese.  Il 46enne nuovo primo ministro avrà un mese di tempo per formare un governo che possa ottenere il voto di fiducia a maggioranza semplice del Parlamento, altrimenti il presidente Saied dovrà sciogliere l’organo legislativo e indire nuove elezioni, da organizzare entro tre mesi. Mechichi è un indipendente, ma molto vicino al presidente della repubblica, del quale è stato anche un consigliere, per questioni giuridiche. Mechichi sostituisce Elyes Fakhfakh, che si è dimesso il 15 luglio dopo essere entrato in carica il 20 febbraio scorso. Dimissioni giunte al culmine di un braccio di ferro con Ennahda, partner della coalizione di governo, che lo accusava di conflitti d’interesse.

Sudan: scontri per la terra in Darfur

C’è il problema della gestione della terra alla radice dello scontro che sabato scorso ha portato all’uccisione di 60 persone nel Darfur occidentale, nella località di Materi. Lo hanno comunicato le Nazioni Unite. Il conflitto è tra gruppi nomadi arabi dediti all’allevamento e gruppi di agricoltori stanziali non arabi. Nel corso dell’attacco, condotto da circa 500 persone, sono state saccheggiate e date alle fiamme delle abitazioni e anche il mercato locale. Anche il Sud Darfur è stato interessato, venerdì scorso, da violenze definite etniche: hanno perso la vita 20 contadini. Reagendo a questi fatti, il primo ministro Abdallah Hamdok – che sta gestendo da Khartoum una delicata fase di transizione alla democrazia, dopo la caduta di Omar El-Bashir nell’aprile 2019 – ha annunciato l’invio nella regione di una forza di sicurezza composta da reparti di polizie e dell’esercito «per proteggere i cittadini e la stagione agricola».

Somalia: sfiduciato dal parlamento il premier Ali Khaire

Con una mozione di sfiducia approvata da 170 deputati su 178, il parlamento della Somalia ha costretto alle dimissioni il primo ministro Hassan Ali Khaire. Lo si accusa di «non aver aperto la strada a elezioni democratiche». Il primo ministro era stato nominato nel febbraio del 2017 dal presidente Farmajo, il quale tuttavia ha subito avallato la mossa del parlamento e, dice un comunicato della presidenza, si appresterebbe a nominare un nuovo primo ministro. Sulla vicenda è intervenuto il capo della diplomazia europea, Josep Borrell, secondo il quale l’estromissione di Alifa Khaire non è conforme ai fondamenti costituzionali della Somalia e fa temere che il paese del Corno d’Africa, preda di divisioni e contrapposizioni da una trentina d’anni, si stia allontanando dagli impegni presi con partner internazionali per ricostituire un’unità nazionale che comprenda l’inclusione degli stati federati.