Oggi parliamo della liberazione di migliaia di detenuti nelle carceri per evitare il contagio da coronavirus, del taglio dei salari governativi in Malawi per trovare fondi nella lotta al virus e della proposta di regolarizzare gli immigrati detenuti anche in Italia.

Scarcerazioni in Sudan, Somalia e Marocco
Nell’ambito della lotta alla diffusione del coronavirus, diversi paesi africani hanno deciso di scarcerare i detenuti per evitare che le carceri diventino luoghi di propagazione della pandemia. Il Sudan ha liberato oltre 1.400 detenuti, seguito dalla Somalia con 800. In Marocco il re Mohammed VI ha concesso la grazia a 5.654 detenuti e ha ordinato misure per proteggere dall’epidemia di coronavirus le persone rinchiuse nelle carceri. Lo ha reso noto il ministero della giustizia. I detenuti, riferisce Arab News, sono stati selezionati in base all’età, alle condizioni di salute, al tempo trascorso in carcere e alla buona condotta, ha affermato il ministero in una nota.

Malawi, i ministri si tagliano lo stipendio
Il presidente del Malawi Peter Mutharika e i ministri del suo governo hanno deciso tagliare il loro salario mensile del 10% per tre mesi, per una raccolta fondi volta ad affrontare la pandemia del coronavirus. Il Malawi che ha registrato i primi casi di Covid-19 giovedì scorso, ha dichiarato la stato di emergenza nel paese. Le scuole sono state chiuse e raduni di oltre 100 persone in occasione di funerali, servizi religiosi e manifestazioni politiche, sono stati banditi. Per sostenere l’economia il presidente Mutharika ha annunciato una serie di agevolazioni fiscali per le imprese, la riduzione dei prezzi del carburante e l’assunzione di 2mila operatori sanitari. Mutharika, 79 anni e presidente dal 2014, la sua rielezione è stata annullata per gravi irregolarità. Una nuova elezione è prevista per il prossimo 2 luglio. 

Regolarizzare i migranti irregolari, anche in Italia
Dopo che il Portogallo, il 27 marzo scorso, aveva deciso per decreto di regolarizzare tutti gli stranieri presenti nel paese che avevano domande pendenti ma non ancora un permesso di soggiorno, dando loro una carta di soggiorno temporaneo per accedere ai servizi sociali e sanitari, anche la Spagna ha deciso di provvedere alla situazione dei migranti reclusi nei 7 Cie presenti nel paese. Il governo spagnolo ha previsto entro oggi il rilascio di tutti gli stranieri chiusi nei centri. E’ la prima volta che accade una cosa simile nel paese. Stessa decisione è stata presa anche da Paesi Bassi e Regno Unito.