Oggi parliamo dell’uccisione in Mali del capo di al-Qaeda nel maghreb islamico, dell’ennesino nulla di fatto per un cessate il fuoco in Libia e della ripresa dei negoziati tra UE e ACP per lo scadere degli accordi commerciali di Cotonou.

Mali: Ucciso il capo di al-Qaeda nel maghreb islamico

Mentre le forze speciali francesi hanno reso noto di aver ucciso, il 3 giugno, nella località di Talhandak, nel nord-est del Mali, Abdelmalek Droukdel, fondatore nel 2007 e capo storico di al-Qaida nel Maghreb islamico, nel paese saheliano i partiti di opposizione e alcune organizzazioni della società civile stanno chiedendo le dimissioni del presidente Boubacar Keita.

In una manifestazione, venerdì scorso a Bamako, hanno spiegato le ragioni di questa richiesta: «Nel paese non c’è sicurezza, la scuola non funziona, c’è troppa corruzione e troppa disoccupazione, e in più i risultati delle elezioni legislative dello scorso aprile sono stati truccati». A chiedere le dimissioni di Keita, in carica dal 2013 e al secondo mandato presidenziale dopo il voto del 2018, c’è anche l’influente imam Mahmoud Dicko che ha invitato il presidente «a raddrizzare la barra prima che la nave si capovolga».

Libia: il Gna rifiuta la “dichiarazione del Cairo”

Il Governo di accordo nazionale (Gna) rifiuta la dichiarazione del Cairo, firmata sabato, che propone un cessate il fuoco in Libia. Lo ha dichiarato il portavoce del Gna, Muhammad Gnounou, come riferisce la tv Al Jazeera. La dichiarazione del Cairo è figlia di un accordo tra Khalifa Haftar, comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), e Aguila Saleh, presidente della Camera dei rappresentanti libica di Tobruk.

Accordo giunto dopo due giorni di colloqui con la mediazione del presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi e che prevede l’entrata in vigore di un cessate il fuoco su tutto il territorio libico dalle 6 di oggi 8 giugno. Dichiarazione accolta positivamente, invece, dagli Usa, dal Cremlino, da molti paesi europei – tra cui l’Italia – e dalla stessa Unsmil, la missione Onu in Libia. L’Unsmil ricorda, poi, che i recenti conflitti nella Grande Tripoli e a Tarhouna hanno portato a nuove ondate di sfollati e sofferenze per oltre 16mila libici.

Ue: ripartono i negoziati post-Cotonou

Ripartono oggi a Bruxelles i negoziati tra i 79 paesi di Africa Caraibi e Pacifico e l’Unione europea per aprire una fase post Cotonou. L’accordo di Cotonou, stipulato nel 2000, si conclude quest’anno e va ridiscusso e rilanciato. Lo scopo di quell’accordo era di ridurre la povertà, di promuovere uno sviluppo sostenibile e aiutare una progressiva integrazione delle rispettive economie nell’economia mondiale.

I negoziati per questa nuova fase si sono aperti nel settembre 2018: sul tavolo temi quali il finanziamento da parte dell’Ue delle organizzazioni della società civile africana, l’abolizione della pena di morte, il riconoscimento del libero orientamento sessuale e della identità di genere. Si tratta di temi complessi, che vanno aldilà degli aspetti si sviluppo e commerciali e che chiamano in causa questioni essenzialmente di ordine politico.