Oggi parliamo di nuovi attacchi terroristici in Mozambico, della conquista di un’importante base aerea controllata dal generale Khalifa Haftar in Libia e della crescita dei migranti soggiornanti di lungo periodo in Italia.

Mozambico, nuovi attacchi terroristici a Capo Delgado

La provincia di Cabo Delgado, nel nordest del Mozambico, continua a vivere una situazione di emergenza. Si registrano altri dieci morti tra i civili in seguito a un attacco jihadista al villaggio di Mi-anga-lewa. L’attacco è avvenuto dopo che la settimana scorsa il ministero dell’interno aveva annunciato un’operazione dell’esercito conclusa con l’uccisione di 50 jihadisti, definiti come affiliati al gruppo somalo al-Shabaab. È dal 2017 che Cabo Delgado fa i conti con una ribellione di matrice islamista e con azioni autoritarie delle forze di sicurezza governative. Una situazione che, secondo i dati forniti da agenzie umanitarie, ha causato un migliaio di morti e decine di migliaia di sfollati.

Libia: il Gna conquista la base aerea di al-Watiya

Le forze filogovernative libiche hanno annunciato la presa della base aerea di al-Watiya, strategica postazione delle milizie del generale Khalifa Haftar, circa 140 km a sud-ovest di Tripoli. Si tratta della base più importante conquistata dalle forze del governo di Tripoli e dall’esercito turco. Haftar, che la controllava dal 2014, perde un’importante hub per il deposito e rifornimento di munizioni, oltre che un punto strategico per azioni di controllo dell’ovest della Libia. È di ieri anche un appello urgente dell’Agenzia Habeshia per l’evacuazione di profughi dalla Libia. «Da giorni – scrive l’agenzia – stiamo ricevendo grida di dolore di profughi che si trovano intrappolati in zone di conflitto, costretti dalle milizie ad imbracciare le armi».

Italia: cresce i numero di soggiornanti di lungo periodo

Cresce in Italia il numero dei cittadini non comunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo. Secondo i nuovi Rapporti annuali sulle comunità migranti presenti nel nostro paese, curati dal ministero del Lavoro e dalla direzione generale dell’immigrazione, i lungo soggiornanti sarebbero il 62,3% della popolazione migrante regolare. Un dato che conferma la stabilità di una presenza straniera in Italia che proviene soprattutto da Albania, Marocco, Cina e Ucraina. A questo dato si aggiunge quello di coloro che nel 2018 hanno chiesto la cittadinanza italiana, e la percentuale, in aumento, della forza lavoro di cittadini non comunitari. Questi ultimi, rappresentano il 7,4% della forza lavoro totale, con un tasso di occupazione del 60,1%.