Khalifa Haftar (a sinistra) e Abdel Fattah al-Sisi (Credit: specialelibia.it)

Oggi parliamo del via libera del parlamento egiziano per un intervento militare in Libia, dell’arresto in Zimbabwe di un giornalista leader di un movimento di opposizione e delle condanne in Malawi per nove membri di un’organizzazione dedita al traffico di parti di animali protetti.

Egitto: il parlamento approva un intervento militare in Libia

Ha più volte minacciato un’azione militare in Libia e ora il presidente egiziano Abel Fattah al-Sisi ha anche l’approvazione del parlamento che ieri, all’unanimità, ha autorizzato l’invio di truppe nel paese confinante. Lo scopo, dice il parlamento, è di «difendere la sicurezza nazionale egiziana».

Un eventuale intervento dovrebbe arginare la marcia verso est delle forze del Governo nazionale libico di al-Sarraj (riconosciuto dalle Nazioni Unite e sostenuto dalla Turchia) che puntano verso la città di Sirte e la base aerea di Jufra, oggi controllate dall’Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar.

Giovedì scorso, il presidente al-Sisi – al potere dal 3 luglio 2013, dopo aver guidato un colpo di stato che ha rovesciato il presidente eletto Mohamed Morsi, e poi riconfermato con il voto del 2014 e del 2018 – ha affermato che l’Egitto ha l’esercito più forte della regione e che dunque potrebbe cambiare rapidamente lo scenario militare un Libia.

Zimbabwe: agli arresti un giornalista leader di un movimento di opposizione

La polizia ha arrestato un importante giornalista investigativo, leader del movimento Transform Zimbabwe, all’opposizione. Hopewell Chin’ono ha utilizzato il suo account Twitter per incoraggiare i cittadini a intervenire e ad agire contro la corruzione. E’ accusato di incitamento alla violenza.

Il suo movimento ha programmato per il 31 luglio una manifestazione denunciando come la corruzione del governo abbia aggravato la crisi economica. Di recente, con il suo lavoro giornalistico, Chin’ono ha dato il via a uno scandalo su presunte frodi su appalti legati all’emergenza Covid-19 che coinvolge il ministro della Salute, ora licenziato, Obadiah Moyo. Moyo è attualmente in carcere, accusato di corruzione.

Malawi: condanne a 56 anni di carcere per 9 trafficanti di parti di animali protetti

Ieri un tribunale del Malawi ha condannato nove membri di un’organizzazione cinese di trafficanti di parti di animali selvatici, a un totale di oltre 56 anni di carcere per aver trafficato parti del corpo di specie minacciate di estinzione in Africa. La banda Lin-Zhang – che prende il nome dai leader, marito e moglie – è una delle più note organizzazioni di trafficanti del continente, attiva da una decina di anni.

La polizia ne ha arrestato i membri durante una serie di raid tra maggio ed agosto 2019. I nove sono stati condannati per traffico di corna di rinoceronte, zanne di elefanti, denti di ippopotami e squame di pangolini, uno dei mammiferi più trafficati in Asia e, sempre più, anche in Africa.