Oggi parliamo della contestata elezione del nuovo presidente in Burundi, di beni per 4 miliardi di dollari sequestrati all’ex dittatore in Sudan e del continuo flusso di migranti soccorsi in mare e riportati in Libia.

Burundi: Evariste Ndayishimiye eletto presidente

Nessuna sorpresa: ancora un generale, Evariste Ndayishimiye, 52 anni, “erede” del presidente Pierre Nkurunziza (alla testa del paese negli ultimi 15 anni), è stato dichiarato vincitore dalla Commissione elettorale burundese delle presidenziale che si sono tenute il 20 maggio e a cui ha ufficialmente ha preso parte il 90% degli elettori, più di 5milioni.

A Ndayishimiye è andato il 68,72% dei suffragi. Al principale oppositore Agathon Rwasa invece il 24, 19% dei suffragi. Ancor prima dei risultati, Rwansa aveva parlato (con gli altri candidati) di elezioni “fraudolente”, e ha definito “fantasiosi” i primi risultati parziali. I risultati in sua mano danno Rwasa al 58,98% dei voti espressi, al partito al potere il 34,63%.

E ora? Rwasa farà ricorso, senza però farsi illusioni, anche perché manca di spazi di manovra. La sola incognita è se Rwasa farà l’“utile idiota” giocando alla “democrazia” del regime, guidato da generali ex combattenti, come ha fatto negli ultimi 5 anni, o se tenterà di ritornare nella clandestinità. Certo che la democrazia non brilla ancora sulle meravigliose colline del piccolo paese ai bordi del lago Tanganika.

Sudan: sequestrati beni per 4 miliardi di dollari all’ex dittatore

Negli ultimi sei mesi sono stati sequestrati all’ex dittatore del Sudan, Omar El-Bashir, beni per circa 4 miliardi di dollari. L’informazione arriva dal Comitato anticorruzione che ha lo scopo di smantellare il sistema che El-Bashir ha costruito in 30 anni di potere (1989-2019). I sequestri riguardano somme di denaro, beni immobili e partecipazioni azionarie in società, che sono stati congelati o consegnati al ministero delle finanze.

El-Bashir – 76 anni, in prigione a Khartoum da 13 mesi, dopo la caduta del suo regime e l’avvio di una fase di transizione democratica – lo scorso dicembre è stato condannato a 2 anni detenzione, ma a suo carico sono aperti altri procedimenti per riciclaggio di denaro, corruzione e arricchimento illegale.
Da ricordare che l’uomo politico sudanese è stato accusato nel 2008 dalla Corte penale internazionale di crimini contro l’umanità avvenuti nella provincia sudanese del Darfur.

Libia: Continua il flusso di migranti in partenza via mare 

Oltre mille migranti hanno cercato di raggiungere l’Europa via mare dalla Libia da inizio maggio, nonostante la pandemia di Covid-19. Lo ha reso noto l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, spiegando che solo negli ultimi 2 giorni la Guardia costiera libica ha intercettato e riportato a Tripoli circa 400 migranti a bordo di 5 imbarcazioni. E il flusso di continua.

La ong Alarm Phone ha raccolto nella notte un sos lanciato da un’imbarcazione con il motore in panne. A bordo, riporta un tweet, «vi sono circa 80 persone». Secondo Alarm Phone, una volta avvertite le autorità, la risposta è stata che le stavano già riportando in Libia, un paese evidentemente non sicuro