Oggi parliamo dell’offensiva militare contro basi jihadiste nel nord del Mozambico (nella foto), della nomina di 8 dei 10 governatori degli stati del Sud Sudan e della lettera di scuse per le sofferenze del colonialismo inviata da re del Belgio al presidente della Rd Congo.

Mozambico: nuova offensiva dell’esercito contro basi jiadiste a Mocimboa da Praia

Continua la fuga degli abitanti di Mocimboa da Praia, nell’estremo nord del paese, in seguito all’intensificarsi dello scontro armato tra esercito regolare e militanti islamisti. Le truppe governative stanno cercando di liberare la città portuale nella Provincia di Capo Delgado che per la seconda volta quest’anno è stata conquistata dai jihadisti, noti come al-Shabaab.

Nell’attacco sono stati utilizzati elicotteri e armi pesanti, causando significative perdite di vite umane da una parte e dall’altra. Sono almeno 700 le persone uccise e decine di migliaia gli sfollati a causa dei combattimenti iniziati due anni e mezzo fa nella provincia di Cabo Delgado, ricca di gas.

Sud Sudan: nominati i governatori di 8 dei 10 stati del paese

Il presidente del Sud Sudan Salva Kiir ha annunciato ieri la nomina di 8 dei 10 governatori degli stati federali: Equatoria Orientale, Equatoria Occidentale, Equatoria Centale, Laghi, Bahr el Ghazal Settentrionale, Bahr el Ghazal Occidentale, Warrap e Unity. Le nomine – che sbloccano lo stallo nell’implementazione degli accordi di pace del settembre 2018 – sono arrivate dopo mesi di disaccordo in seno al governo di unità nazionale e dopo le pressioni della comunità internazionale, preoccupata dall’escalation dei conflitti intercomunitari in alcuni stati.

Gli accordi di spartizione, siglati nelle scorse settimane, prevedono che sei governatori vadano allo schieramento di Kiir, altri tre a quello del primo vicepresidente Riek Machar (Splm-Io) e uno all’Alleanza di opposizione sud sudanese (Sud Sudan opposition alliance – SSoa). Per gli stati di Jonglei e dell’Alto Nilo (assegnati rispettivamente a Machar e al SSoa) non sono stati però ancora nominati i governatori.

Rd Congo: il re del Belgio esprime “profondo rammarico” per le violenze del passato colonialista

Il re Philippe del Belgio esprime il suo “più profondo rammarico” per gli “atti di violenza” e le “sofferenze” inflitti al Congo leopoldino poi belga, in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica democratica del Congo, Félix Antoine Tshisekedi Tshilombo, in occasione del 60° anniversario dell’indipendenza del paese dal Belgio, il 30 giugno 1960.

Il re Philippe è il primo sovrano regnante a esprimere il proprio rammarico a proposito, ritenendo che “per rafforzare i nostri legami e sviluppare un’amicizia più profonda, sia necessario poter parlare della nostra lunga storia comune in tutta verità e in tutta serenità”.

« La nostra storia – continua il re ‒ è fatta di realizzazioni comuni, ma ha conosciuto anche episodi dolorosi. All’epoca dello Stato indipendente del Congo, sono stati commessi atti di violenza e di crudeltà, che pesano ancora sulla nostra memoria collettiva. Il periodo coloniale che ne è seguito ha pure causato sofferenze e umiliazioni”, scrive il discendente di Leopoldo che aveva come sua proprietà privata l’intero Congo. Da qui si può sperare in una ripartenza per nuovi rapporti egualitari tra i due paesi.