Oggi parliamo del calo dei migranti riportati in Libia mentre tentavano di attraversare il Mediterraneo; dell’arresto dell’influencer egiziana di Tik Tok, Hadeer al-Hady, per il materiale dissoluto pubblicato e infine delle 80mila domande di regolarizzazione di migranti arrivate al governo italiano.

 

Libia: calo del numero di migranti riportati nel paese

L’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim) ha riferito che in una settimana sono stati riportati in Libia 299 migranti che stavano tentando di attraversare il Mediterraneo. In una nota l’Oim rivela che c’è stato un netto calo del numero di migranti fermati e rimandati in Libia dall’inizio di quest’anno: 5.775 migranti contro i 9.225 dello stesso periodo del 2019. Legata al traffico di migranti è anche la notizia che Abd al Rahman Milad, meglio noto come “Bija”, il comandante della Guardia costiera di Zawhia considerato il perno dei traffici dell’area, si è detto pronto a comparire davanti alla giustizia internazionale «a condizione di essere trattato come un ufficiale». Nel maggio 2017 partecipò, selezionato dall’Oim, a un viaggio studio in Italia.

Egitto: arrestata l’influencer di Tik Tok, Hadeer al-Hady

Hadeer al-Hady, giovane egiziana con ampio seguito sul social media Tik Tok, è stata arrestata in Egitto con l’accusa di aver postato “materiale dissoluto” sulla rete. A darne notizia sono stati i servizi di sicurezza del Cairo. La giovane è solo l’ultima di una serie di influencer popolari sulla piattaforma online a essere arrestata. A maggio, la studentessa universitaria Mowada al-Adham era stata messa agli arresti per aver postato video satirici su Tik Tok e Instagram. Ma al Cairo, le porte del carcere si sono aperte anche ad almeno 10 medici e sei giornalisti dall’inizio dell’emergenza coronavirus, mentre altri operatori sanitari sono stati avvertiti che se non avessero tenuto un basso profilo sarebbero stati puniti. La denuncia arriva da gruppi per i diritti umani.

Italia: 80mila le domande di regolarizzazione dal 1° giugno

80mila le domande di regolarizzazione dal primo di giugno a oggi. A darne notizia è la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova. Il rapporto sull’emersione dei contatti di lavoro, emanato dal Viminale, evidenzia che la regolarizzazione riguarda non tanto i braccianti, per cui era stata pensata inizialmente la sanatoria, ma colf e assistenti alla persona. Questo settore rappresenta, a oggi, l’88% delle domande perfezionate (oltre 61mila su su 69mila) e il 76% di quelle in lavorazione. Poco più di 10mila le domande del settore agricolo. I Paesi di provenienza dei lavoratori vedono ai primi posti: Marocco, Ucraina e Bangladesh per lavoro domestico e assistenza alla persona; Albania, Marocco e India per agricoltura e allevamento. I datori di lavoro sono prevalentemente italiani: il 75% nel settore domestico, il 90% in quello agricolo.