Oggi parliamo di una donazione di materiale sanitario dall’Algeria all’Italia, della moratoria temporanea sul debito di 19 paesi africani e di migranti abbandonati nel Mediterraneo.

Solidarietà dall’Algeria

Dopo che Tripoli ha inviato 30 medici in Italia per dare sostegno ai nostri operatori sanitari contro l’emergenza Covid-19, tocca ora all’Algeria un gesto di solidarietà. Il paese nordafricano dona infatti 304mila paia guanti sterili all’Italia in solidarietà con il popolo italiano nella lotta contro il coronavirus. La Mezzaluna rossa algerina ha supervisionato l’invio di questa donazione, fornita dalla fabbrica Imgsai di Ain Melilla, circa 420 chilometri a sudest della capitale. Il direttore dello stabilimento di produzione ha dichiarato che «l’Italia è stata scelta grazie alla forte amicizia tra i due paesi». La donazione è stata possibile grazie a una deroga concessa dal ministero degli Esteri algerino alla sospensione di esportazione di materiale sanitario.

FMI: moratoria sul debito

Per liberare risorse indispensabili nella lotta alla diffusione del coronavirus, il Fondo monetario internazionale ha approvato ieri l’immediata sospensione del pagamento del debito – per un valore totale di 500 milioni di dollari – per 25 paesi tra i più vulnerabili, 19 dei quali africani. Il piano, valido per i prossimi sei mesi, consentirà a nazioni come Repubblica Centrafricana, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Liberia , Malawi, Mali, Niger e Rwanda, di “incanalare maggiori risorse finanziarie verso le urgenti attività mediche e di soccorso”. Alcuni esperti di finanza parlano però di un piano “più simbolico che sostanziale”, che non migliora la capacità dell’Africa di aiutare se stessa.

Migranti e porti chiusi

44 migranti restano a bordo della Aita Mari, la nave della ong basca ferma a 24 miglia da Linosa e 36 da Lampedusa, senza alcuna opzione di attracco e con già un rifiuto da parte di Malta. Tra i naufraghi, soccorsi lunedì scorso, dopo varie segnalazioni rimaste inascoltate c’è una ragazza di 21 anni, incinta di sei mesi, accompagnata dalla sorellina di 7 anni. A questi si aggiungono 55 persone, imbarcate su un gommone segnalato per la prima volta la domenica di Pasqua e riavvistato ieri da Alarm Phone. Mentre il natante è in balia delle onde, il governo maltese, che potrebbe soccorrerlo, chiede all’Unione europea una missione umanitaria da 100 milioni di euro che blocchi le partenze dalla Libia. Oltre i suddetti 99, ci sono i 149 migranti della Alan Kurdi, da nove giorni a bordo della nave della ong, ora a largo di Palermo, in attesa di essere trasbordati in una nave quarantena predisposta dalla Protezione civile. A oggi nessuno tra loro presenta sintomi da Covid-19.