Oggi parliamo della ripresa dei colloqui per il cessate il fuoco in Libia, dell’annuncio della scarcerazione di due leader di Hirak in Algeria e delle reazioni in Africa per l’omicidio di George Floyd negli Stati Uniti.

Libia: ripresa dei colloqui per il cessate il fuoco

In Libia il governo di accordo nazionale di Fayez al-Sarraj e l’Esercito nazionale libico di Khalifa Haftar, hanno concordato di riprendere i colloqui per un cessate il fuoco. Lo ha reso noto la Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia, che auspica anche che la ripresa delle trattative possa portare a una tregua umanitaria. Nel frattempo, però, i due leader vanno a mendicare aiuti dai loro sponsor.

Oggi Haftar è al Cairo mentre domani al-Sarraj è in Turchia dal presidente Erdogan, suo principale sostenitore e finanziatore. Stamani la stampa libica ha poi pubblicato la notizia che la Corte penale internazionale  avrebbe presentato una richiesta ai paesi europei e alla Turchia per l’arresto di Saif al Islam Gheddafi, figlio dell’ex leader libico Muammar Gheddafi.

Algeria: annunciata la scarcerazione di due leader Hirak

Due dei principali leader del movimento di protesta Hirak in Algeria saranno presto rilasciati. Lo ha annunciato Sofiane Djilali, leader del partito di opposizione Jil Jadid, che ha interceduto per loro con il presidente Abdelmadjid Tebboune, chiedendo la grazia. I prigionieri sono Karim Tabbou, che sta scontando un anno di carcere per aver tentato di “compromettere l’integrità del territorio nazionale”; e Samir Ben-larbi, in detenzione preventiva dal 7 marzo. Secondo il Comitato nazionale per la liberazione dei detenuti, sono una sessantina le persone attualmente detenute in Algeria per atti connessi al movimento Hirak.

Omicidio Floyd negli Usa: tiepide proteste in Africa

Mentre negli Stati Uniti da una settimana dilagano rabbiose proteste, l’uccisione di George Floyd – soffocato da un agente a Minneapolis mentre era in custodia di polizia il 25 maggio – ha sollevato rimostranze più flebili in Africa. Il presidente della Commissione dell’Unione Africana Moussa Faki Mahamat, ha descritto il fatto come un omicidio, mentre il partito al potere in Sudafrica, l’African National Congress ha attaccato la polizia americana accusandola di brutalità e di attribuire un “valore inferiore” alle vite dei neri. Sul caso sono intervenute anche le ambasciate statunitensi in Kenya, Uganda, Tanzania e Repubblica democratica del Congo che hanno rilasciato rare dichiarazioni di preoccupazione. Manifestazioni si sono svolte anche davanti all’ambasciata americana di Nairobi, in Kenya.