Oggi parliamo dell’invio di medici libici in Italia contro il coronavirus, della pandemia che in alcune zone degli Usa sta colpendo in particolare gli afroamericani e della scarcerazione di migliaia di detenuti in Nord Africa.

La Libia invia medici in Italia

Il Governo di accordo nazionale (Gna) della Libia, l’organo esecutivo con sede a Tripoli riconosciuto dalla Comunità internazionale, ha avviato un’iniziativa di solidarietà nei confronti dell’Italia, colpita dalla diffusione del nuovo coronavirus, con l’invio di 30 medici libici per gli ospedali italiani. Secondo quanto si legge in un comunicato del Gna, in coordinamento con il Centro nazionale contro le malattie di Tripoli, sono stati inviati 30 medici libici in Italia. Nel corso di un colloquio telefonico che il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, ha tenuto oggi con l’omologo libico, Mohammed Siyala, si è discusso degli sforzi nella lotta alla pandemia.

In Lousiana gli afroamericani i più colpiti

In Louisiana, uno degli stati federali degli Usa più in difficoltà per l’emergenza coronavirus, il 70% delle persone contagiate è afroamericano. Questo nonostante i neri rappresentino solo il 32% della popolazione. A Chicago, dove sono il 23% della popolazione, sette persone su dieci, morte finora per il virus, erano di origini africane. In Michigan quattro su dieci. A dare la notizia il New York Times:“I neri statunitensi solitamente hanno un’incidenza più alta di alcune patologie come diabete, ipertensione o obesità; vivono per lo più nel sud, dove i livelli di povertà e malattie croniche sono generalmente più alti che nel resto del paese, rappresentano i più poveri in generale, fanno lavori che non possono essere svolti da remoto, quindi devono per forza andare a lavorare e uscire di casa, esponendosi maggiormente al rischio di contagio”.

Nord Africa: scarcerati migliaia di detenuti 

Circa 15 mila detenuti sono stati liberati in Nord Africa per l’emergenza coronavirus, facendo emergere un aspetto spesso trascurato della pandemia: i rischi legati alla sicurezza. Le autorità di Marocco, Algeria, Tunisia e Libia hanno disposto il rilascio di migliaia di detenuti dalle sovraffollate carceri dei rispettivi paesi per evitare la diffusione dell’epidemia di Covid-19. L’Egitto invece si è rifiutato.
Anche un detenuto illustre è stato messo in libertà sorvegliata a Dakar, capitale del Senegal. Si tratta dell’ex dittatore ciadiano Hissene Habré, al potere dal 1982 al 1990, e condannato all’ergastolo per genocidio. Nel frattempo in Ciad le famiglie delle vittime, che hanno lottato per anni per arrivare al suo processo, continuano a chiedere di far luce sugli anni oscuri del suo regime quando oltre 40mila persone sono state fatte sparire. 

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