Oggi parliamo di un nuovo appello per la fine dei combattimenti e la protezione dei civili in Libia, della giornata di protesta indetta dai lavoratori stranieri in Italia e degli eserciti di Rd Congo e Zambia schierati nella regione congolese di Tanganyika.

Libia: appello per la protezione dei civili

Il conflitto e la pandemia di Covid-19 rappresentano una minaccia significativa alla vita in Libia dove la salute e la sicurezza dell’intera popolazione sono a rischio. Circa 400mila libici sono stati sfollati dall’inizio del conflitto 9 anni fa, circa la metà dei quali l’anno scorso, da quando l’attacco alla capitale Tripoli, è cominciato. Di qui l’appello di Unhcr, Oms, Oim, Unicef, Ocha, e altre agenzie umanitarie internazionali, che chiedono la fine dei combattimenti in Libia e la protezione dei civili. “Nonostante i ripetuti appelli per un cessate il fuoco umanitario – si legge nel documento – le ostilità continuano senza sosta, impedendo la consegna di aiuti umanitari fondamentali.

Italia: sciopero dei lavoratori stranieri “invisibili” 

“Il decreto regolarizza le braccia, non gli esseri umani”. A partire da questa aspra critica, giovedì 21 maggio si terrà uno sciopero degli invisibili: i migranti irregolari che raccolgono frutta e verdura in Italia e che restano fuori dalle strette maglie della nuova norma voluta dal governo. A indire protesta è l’attivista e sindacalista dei lavoratori agricoli dell’Unione sindacati di base, Aboubakar Soumahoro. Una lotta, questa dei braccianti stranieri, che si estende anche agli italiani che lavorano nei campi senza alcun contratto e diritto. La richiesta di Soumahoro è che si regolarizzino tutti gli stranieri presenti nel paese, per dare loro la possibilità di avere un lavoro regolare, di iscriversi all’anagrafe e di accedere all’assistenza sanitaria.

Rd Congo e Zambia schierano gli eserciti in Tanganyika

L’esercito della Repubblica democratica del Congo si sta schierando lungo la frontiera con lo Zambia per contrastare la presenza di truppe del paese vicino, nella provincia sud-orientale di Tanganyika. Secondo fonti locali, raccolte da Radio Okapì, emittente dell’Onu nel paese, militari zambiani sarebbero presenti da più di un mese a Moliro, località frontaliera congolese situata sulla riva occidentale del lago Tanganyika. I contrasti tra i due paesi risalgono alla metà degli anni ’90 e vanno ricondotti anche al fatto che quell’area di confine è preziosa per il controllo dei commerci lungo l’asse nord-sud del continente. In territorio congolese ci sono inoltre numerose attività minerarie che producono e commercializzano cobalto, rame, stagno, uranio e diamanti. Finora i due paesi erano sempre riusciti a ricomporre i loro contrasti per via diplomatica.