Oggi parliamo delle misure messe in campo per contrastare la diffusione del coronavirus in Africa, del primo venerdì senza manifestazioni di piazza in Algeria e di un nuovo attacco terroristico a una postazione militare in Mali.

Covid-19
In Africa il coronavirus si è diffuso più lentamente rispetto all’Asia o all’Europa, contagiando finora 35 nazioni, con un totale di oltre 600 casi, ma la situazione è destinata a peggiorare, anche perché molte persone positive sfuggono ai controlli. Ad affermarlo è stato ieri ad Addis Abeba il responsabile del Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie, secondo il quale i test di individuazione del virus potrebbero essere implementati rapidamente, utilizzando le strutture già esistenti per l’hiv/aids. Al momento, fa sapere l’OMS, 40 paesi africani possono testare il Covid-19, con Senegal e Sudafrica in prima linea. Proprio il Sudafrica ha detto ieri di voler costruire una barriera di 40 km lungo il confine con lo Zimbabwe, paese in cui, almeno ufficialmente, non si è registrato finora alcun contagio, ma la cui devastata situazione sanitaria, sociale e finanziaria, fa temere esodi di massa. Sempre ieri, i governi di Niger e Ciad hanno annunciato il loro primi contagi.

Algeria, primo venerdì senza Hirak
In Algeria strade vuote oggi, per il primo venerdì senza manifestazioni, dopo più di un anno di proteste. Il movimento popolare Hirak, che per 56 settimane è sceso in piazza ogni venerdì, chiedendo un drastico rinnovamento politico dopo la deposizione del presidente Bouteflika, ha infatti deciso di non sfidare la pandemia di coronavirus e le direttive istituzionali emanate per arginarla. L’Algeria ha attualmente 90 casi confermati e 9 decessi, secondo gli ultimi dati disponibili. Martedì il presidente algerino Tebboune ha vietato ogni tipo di raduno, chiuso tutte le frontiere terrestri e sospeso i voli aerei da e per l’Algeria.

Mali ancora sotto attacco
C’è stato un nuovo attacco armato ieri contro una postazione militare nel nord del Mali. 29 militari sono stati uccisi e 5 feriti nella città di Tarkint, circa 125 km a nord di Gao, da sospetti combattenti jihadisti. Si tratta del secondo attacco all’esercito dall’inizio del mese. Da marzo 2012, il Mali è immerso nell’insicurezza e nell’instabilità, con crescenti attacchi a militari e civili da parte di gruppi terroristici legati ad al-Qaeda nel Maghreb islamico, che controllano gran parte delle zone centrali e settentrionali del paese.