Oggi parliamo del ritiro delle truppe di Haftar da Tripoli in Libia, dell’emergenza per il costante aumento di casi di Covid-19 in Sudafrica e della mobilitazione di artisti in Camerun contro il presidente Paul Biya.

Libia: le truppe di Haftar in ritirata da Tripoli

Ieri sera molte persone sono scese in piazza a Tripoli per celebrare la ritirata delle forze del generale Khalifa Haftar dai confini amministrativi di Tripoli. A riferirlo l’emittente di proprietà qatariota Al Jazeera. Qatar e Turchia, lo ricordiamo, sono alleate del Governo di accordo nazionale (Gna) guidato da al-Sarraj. Le forze di Haftar, con lo stuolo di mercenari russi al seguito, avrebbero abbandonato Tarhuna, a sud-est della capitale in ritirata verso la Cirenaica.

Nell’incontro di ieri ad Ankara col presidente turco Erdogan, al-Sarraj ha confermato che la battaglia contro Haftar continua. Smentendo ufficialmente la recente comunicazione della missione Onu nel paese (Unsmil) che aveva annunciato che le due parti avevano concordato di riprendere i colloqui per giungere ad un cessate il fuoco. La schermaglia comunicativa è proseguita anche con Haftar che ha dichiarato che non si avvierà alcun colloquio di pace se prima i turchi non avranno abbandonato Tripoli.

Sudafrica: casi di Covid-19 in continuo aumento, ospedali al collasso

Fra poche settimane gli ospedali sudafricani rischiano di soccombere sotto il peso di un aumento esponenziale di casi di contagio da Covid-19. A lanciare l’allarme è il professore Shabir Mahdi, massimo esperto di vaccini del paese. Particolarmente preoccupante è la situazione sanitaria nel sud del Sudafrica dove il tasso di infezione è in forte aumento con oltre 28mila casi. I più colpiti sono i poveri delle baraccopoli densamente popolate attorno a Città del Capo dove gli ospedali hanno quasi raggiunto il limite di capacità di accoglienza. Ancora peggiore è la diffusione della pandemia nella vicina Provincia del Capo Orientale.

Camerun: artisti uniti contro il presidente Paul Biya

Si moltiplicano le prese di posizione di artisti camerunesi contro il regime di Paul Biya, il presidente 87enne, al potere dal 1982, rieletto presidente nel 2018 per la settima volta consecutiva e il cui mandato scade nel 2025. Il bassista Richard Bona, che dal 2005 ha acquisito anche la cittadinanza americana, ha attaccato il partito al potere – il Raggruppamento democratico del popolo camerunese – sostenendo che sta preparando una successione graduale e sottobanco alla presidenza di Biya, che avrebbe seri problemi di salute. Assai critica anche la cantante Charlotte Dipanda che, in una recente intervista a Voice of America, ha affermato che il regime è al capolinea e che dovrebbe farsi da parte. Mentre il regista Jean-Pierre Bekolo chiama i camerunesi a prepararsi a una elezione presidenziale per scegliere una nuova figura politica, se il seggio presidenziale rimanesse vacante.