Oggi parliamo dell’inasprimento della guerra in Libia, della crescente tensione politica in Etiopia e del monito dell’Organizzazione mondiale della sanità contro l’uso di rimedi naturali nella lotta al Covid-19.

Inasprimento della guerra in Libia

Sfiorata da un missile la residenza dell’ambasciata italiana a Tripoli, in un attacco sferrato ieri sera, intorno alle 23, dalla forze del generale Haftar contro civili. Secondo il portale Al Wasat «due razzi si sono abbattuti nella zona di Zawiyat al-Dahmani, dove si trovano le sedi della radio, del ministero degli esteri, l’hotel Al Mahary, l’ambasciata della Turchia e la residenza dell’ambasciatore d’Italia».

Almeno 5 le persone uccise e una decina i feriti. Altri razzi hanno poi colpito l’area intorno all’aeroporto internazionale di Mitiga e il porto marittimo, senza fare vittime. Sul profilo Twitter dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni in Libia si legge che il personale Oim, che era nel porto principale di Tripoli in attesa dello sbarco di circa 25 migranti, ha dovuto evacuare il luogo quando è stato bombardato.

I migranti sono rimasti sulla nave della Guardia costiera». Ferma la condanna della Farnesina per la quale «questi attacchi indiscriminati sono totalmente inaccettabili e denotano disprezzo per le norme del diritto internazionale e per la vita umana».

Cresce la tensione politica in Etiopia

Clima politico carico di crescente tensione in Etiopia dopo che le elezioni generali, previste per il 30 agosto, sono saltate a causa del Covid-19. Negli ultimi giorni è aumentato lo scontro verbale tra il primo ministro Abiy Ahmed e i vertici del Fronte di liberazione del popolo tigrino, all’opposizione, che ha annunciato che le elezioni nella regione del Tigray si svolgeranno invece regolarmente. 

Ieri Abiy Ahmed ha accusato l’opposizione di voler sfruttare l’incertezza creata dalla pandemia di coronavirus per impadronirsi del potere, rischiando l’instabilità di tutto il paese. Il rischio è anche legato al possibile vuoto istituzionale che si verrebbe a creare dopo il 30 settembre, quando scadrà il mandato del parlamento.

L’OMS contro i rimedi naturali al Covid-19

Matshidiso Moeti, dal 2015 responsabile per l’Africa dell’Organizzazione mondiale della sanità, ha ribadito ai responsabili politici degli stati africani di non promuovere rimedi tradizionali contro il Covid-19, perché questi rimedi non sono stati valutati da nessuno studio scientifico.

Il riferimento è alla bevanda a base di artemisia – una pianta che ha effetti terapeutici riconosciuti contro la malaria – che in queste settimane è stata indicata dal presidente del Madagascar, Andry Rajoelina, come efficace nella cura del coronavirus. La bevanda, denominata Covid-Organic, viene prodotta e largamente distribuita in Madagascar e inviata anche in altri paesi, tra cui Guinea-Bissau, Guinea Equatoriale e Niger